All’assemblea generale della più grande associazione di imprenditori a livello nazionale, ci sono tutte le più alte cariche dello Stato. Il Teatro alla Scala di Milano accoglie questa mattina (giovedì 3 ottobre 2019) non solo il premier Giuseppe Conte, ma anche il Capo dello Stato Sergio Mattarella. Presente anche la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati. Ad accoglierli Carlo Bonomi, presidente di Assolombarda, che raggruppa le imprese della Città metropolitana di Milano e delle province di Monza Brianza e Lodi. Previsto anche l’intervento del presidente di Confindustria nazionale Vincenzo Boccia.

Per la Giunta lombarda, il vicepresidente Fabrizio Sala (“Chiediamo maggiori ambiti di autonomia per portare vantaggi ai cittadini, alle imprese ma anche a tutto il Paese”), in platea anche il sindaco di Milano Giuseppe Sala (“Milano è anticipatore del futuro, chi vuole vedere come sarà il Paese fra dieci anni deve venire qui”).

 

 

L’assemblea si era aperta con un minuto di silenzio per commemorare la scomparsa di Giorgio Squinzi e un lungo e fragoroso applauso per accompagnare l’arrivo del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

In sala anche il questore di Milano Sergio Braco e il prefetto Renato Saccone. Del Consiglio dei ministri, presenti anche Luciana Lamorgese (Interno), Lorenzo Guerini (Difesa), Federico D’Incà (Rapporti con il Parlamento), più i viceministri Matteo Mauri, Antonio Misiani, Manlio Di Stefano e Ivan Scalfarotto, oltre a Carla Ruocco, presidente della Commissione finanze della Camera, e Claudio Borghi, presidente della Commissione Bilancio della Camera.

Bonomi, plauso a Conte

Nel suo intervento, deciso cambio di passo del timoniere Bonomi, che lo scorso anno (presente per il primo Esecutivo Conte il ministro dell’Ecomonia Tria) era stato durissimo con la l’allora maggioranza gialloverde. Il plauso a Conte:

“Questo nuovo quadro – ha detto Bonomi – disegna una cornice propizia all’Italia. Questo è il compito essenziale che spetta al nuovo Governo. Noi apprezziamo vivamente l’impegno che ha assunto: un nuovo tono, di profondo rispetto istituzionale. Di deliberata costruttività nei confronti dell’Europa e del rispetto delle sue regole. Di ascolto vero con le parti sociali: impresa, sindacati e società civile”.

Bonomi ha apprezzato i nuovi propositi, pur senza dimenticare i 14 mesi precedenti.

“Non dimentichiamo che quel Governo ha promesso di cancellare la povertà, invece ci ha restituito alla stagnazione. Se dismettiamo le continue polemiche contro la Ue e l’euro, la Bce e Banca d’Italia, che ci hanno portato ad aggravare i costi del debito pubblico e a un sempre maggiore isolamento, se la smettiamo di credere che sia una buona politica estera compiere azioni di unilaterale favore verso Russia e Cina al di fuori del concerto Nato e Ue, guadagneremo non solo più rispetto ma anche vantaggi economici bilaterali che altre grandi nazioni occidentali hanno ottenuto in misura assai maggiore”.

UNO STRALCIO DELL’INTERVENTO DI BONOMI:

Il discorso del premier Conte

Il presidente del Consiglio s’è espresso, fra l’altro sull’attualissimo tema dei rapporti commerciali fra gli States e il Vecchio continente:

“La guerra dei dazi sta mettendo a dura prova il comparto manifatturiero: gli Usa sono stati legittimati a introdurli, questo per noi rappresenta un serio rischio. Faremo di tutto per limitare i danni. E comunque escludo l’introduzione di qualsiasi patrimoniale”.

Conte ha assicurato che, sul tema dazi, l’Italia sta anche lavorando all’interno dell’Unione per prospettive compensative.

“Lavoriamo a una riforma fiscale perché vogliamo un fisco più efficiente, l’introduzione di qualsiasi forma di patrimoniale è esclusa Non vogliamo aumentare il carico fiscale, ma diminuirlo. Non servono più risorse, ma gestirle in modo diverso”.

E si è parlato anche dell’abbattimento dell’Iva, dei problema dei Neet, di formazione e concrete opportunità per il Paese. Per gli imprenditori un unico grande invito, “Voltiamo pagina, vinciamo insieme!”.

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La posizione di Boccia

“Lo scenario è chiaro: da una parte abbiamo gli Stati Uniti che vogliono difendersi con i loro dazi, dall’altra una Cina in perenne espansione che punta chiaramente all’Europa – ha evidenziato Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria – Come fare per ripartire? Proponiamo, premesso che la Germania è in recessione, un piano infrastrutturale transnazionale europeo da mille miliardi di euro di cui 100 in dotazione all’Italia. A questa cifra vanno aggiunti 70 miliardi di cantieri già stanziati. Il risultato sarebbe una potenza di fuoco da 170 miliardi totali. Ripartiamo dai valori, dalle persone e puntiamo a una società che sia aperta e inclusiva. L’Europa non può essere un’alibi per non affrontare le questioni”.