Nelle sale di villa Filippini si svolgeva l’incontro organizzato dal Partito democratico. Tema: “Il referendum inutile e l’autonomia necessaria”. Fuori si volantinava per il “si” con i membri del comitato besanese e il vicepresidente del Consiglio regionale lombardo Fabrizio Cecchetti.  E’ successo mercoledì sera.

E’ stato l’inizio della polemica scoppiata in città  sulla consultazione per l’autonomia della Lombardia. Rafforzata da una parte dal cartello appeso nella bacheca di fronte al Comune, nel quale il Pd denuncia senza giri di parole i 75mila euro “scippati ai besanesi per un referendum inutile e dannoso”. E dall’altro dal sito della Lega nord, Besanaweb. Con un articolo dai toni altrettanto diretti. Nel mirino, oltre al partito di Matteo Renzi, anche il sindaco Sergio Cazzaniga. Lo riportiamo integralmente.

“Il Partito democratico sul referendum ha gettato la maschera e lo ha fatto nel modo più assurdo possibile. Nel mese di luglio infatti i consiglieri dem hanno votato una mozione in cui si impegnava la giunta comunale a promuovere la partecipazione al referendum del 22 ottobre, mercoledì scorso però la giravolta: nella biblioteca di Besana il circolo locale del Pd ha organizzato un incontro pubblico con Enrico Brambilla, capogruppo dem in Regione, per portare avanti la tesi dell’inutilità del referendum e dell’astensionismo. A dir la verità, sembra che gli stessi attivisti del Pd si vergognino di questa posizione, tanto che l’incontro non è stato pubblicizzato e vi hanno partecipato meno di una ventina di persone, per la quasi totalità militanti stessi del Partito Democratico. Un successone insomma!

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Per tutta risposta il comitato “Besana per il Sì”, insieme al vicepresidente del Consiglio regionale lombardo Fabrizio Cecchetti, ha organizzato mercoledì scorso un volantinaggio fuori dall’incontro del Pd per smontare le bugie raccontate sul referendum. Secondo il comitato di inutile c’è stato solo l’incontro pubblico del Pd. Il referendum del 22 ottobre non solo è utile, ma è necessario per poter ottenere più risorse e competenze e fare così il bene di tutti i cittadini besanesi e lombardi. In passato ben quattro regioni hanno avviato trattative con lo stato per ottenere più autonomia, nessuna però è mai riuscita a ottenere qualcosa proprio perché mancava la spinta popolare necessaria a sbloccare la situazione in favore delle regioni. Con una grande partecipazione dei cittadini al referendum, Regione Lombardia potrà trattare con il governo in una posizione di forza e ottenere la piena gestione di importanti materie come l’istruzione, l’ambiente, politiche sul lavoro, infrastrutture, ricerca e tanto altro ancora. Ciò permetterà alla Regione di spendere meno e spendere meglio nell’interesse di tutti i cittadini residenti in Lombardia, un concetto semplice e sostenuto dagli stessi sindaci del Partito Democratico, capitanati dal sindaco di Milano Beppe Sala, che stanno promuovendo con forza il sì al referendum. Spiace che invece il sindaco Cazzaniga e i militanti del PD besanese abbiano scelto di stare con Enrico Brambilla, ovvero quella parte del Pd minoritaria e superata dalla storia che all’interesse dei cittadini preferisce vecchie logiche politiche“.