Un nuovo bando per assumere 46 agenti con limiti di età più bassi, 32 e non più 40 anni massimi, e prove attitudinali per testare la prestanza dei candidati. Ma l’idea del comandante Alessandro Casale per svecchiare i vigili di Firenze sarebbe illegittima secondo i sindacati. Lo riporta il nostro nuovo portale toscano FirenzeSettegioni.it

Ex comandante Polizia locale di Monza

Quarantanove anni, laureato in Giurisprudenza, Alessandro Casale è arrivato a Firenze da Monza un anno fa. Ma ancor prima del primo giorno di lavoro, s’era temuto che coi sindacati toscani non sarebbe stato un quadro idilliaco tratteggiato con delicate tinte pastello…

Dalla guida di un capoluogo di provincia a uno di regione (e che regione), un passaggio impegnativo per Casale, che aveva superato le selezioni finali con cinque “sfidanti” (tutti comunque comandanti o vice in carica da tre anni in Comuni sopra i 40mila abitanti) dopo aver vinto la concorrenza di 25 candidati: determinante era stato proprio il colloquio finale il sindaco Dario Nardella.

Casale e sindacati: rapporto difficile

Ma prima dell’arrivo fisico di Casale, una delegazione del sindacato di base Usb dal Municipio di Monza si era recata addirittura fino a Firenze per «preparare» i colleghi all’arrivo del nuovo comandante: contenziosi per questioni di servizio avevano infatti reso il rapporto fra dirigente e dipendenti, durante il mandato, in alcuni casi problematico.

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Obiettivo, svecchiare i vigili di Firenze

Ora Casale, d’accordo col primo cittadino e con l’assessore alla Sicurezza Federico Gianassi, vorrebbe dare una svecchiata al corpo, che conta 800 agenti.

Ma è la Cgil stavolta a storcere il naso: per la precisione, la Fp Cgil Firenze, che di abbassare il limite d’età nel nuovo concorso non ne vuol sentir parlare e, infatti, ha presentato ricorso al Tar ritenendo il bando illegittimo.

Ma anche l’Usb è tornata sotto i riflettori, parlando di discriminazione e ironizzando sulle prove attitudinali: “Non siamo mica dei Robocop“.

 

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