Detenuto morto, l’affondo di Più Europa Brianza contro De Corato. “Occorre intervenire con azioni concrete, non abbandonarsi alla propaganda”.

Detenuto morto

Sul detenuto di 50 anni morto sabato sera per un probabile infarto nel carcere di Monza, oltre l’intervento del sindacato autonomo Polizia penitenziaria – l’organo che ha dato la notizia ieri l’altro, domenica 10 novembre – si sono espressi anche l’assessore regionale alla Sicurezza Riccardo De Corato, il Consigliere comunale di Monza Paolo Piffer e il gruppo Più Europa Brianza. Più che carceri, per il sindacato autonomo di Polizia penitenziaria, sono dei moderni “lazzaretti” di manzoniana memoria. Dei luoghi sovraffollati, insomma, che vivono una vera e propria “emergenza sanitaria”.

De Corato: “Troppi extracomunitari non sempre sottoposti a controlli medici”

Per l’assessore regionale alla Sicurezza, Riccardo De Corato, il fatto avvenuto sabato sera è direttamente collegato al sovraffollamento. “Il decesso avvenuto nelle carceri di Monza è anche conseguenza del sovraffollamento e dell’elevata presenza di detenuti extracomunitari clandestini, non sempre sottoposti a stringenti controlli medici. Esprimo tutta la mia solidarietà alla Polizia penitenziaria, la presenza di immigrati malati può scatenare epidemie che mettono a rischio gli agenti. Sono indispensabili controlli sanitari più stringenti sugli arrestati”.

Piffer chiede investimenti

“La casa circondariale non è direttamente di competenza del Comune – ha osservato – ma se come spesso viene detto, il carcere è l’undicesimo quartiere della città, un po’ di attenzione in più la meriterebbe. Basti pensare che in molti non sanno neppure che in città c’è un carcere, soprattutto dopo il suo trasferimento in una zona decentrata del territorio. Ma soprattutto un impegno del genere sarebbe importante dal momento che i dati di recente pubblicati sul reinserimento degli ex carcerati nella vita sociale presenta un rischio molto elevato di recidiva. Investire nel carcere vorrebbe dire investire nella sicurezza in città. Siamo portati a pensare che si può intervenire solo aumentando dispositivi e forze in campo, sarebbe un segnale importante di quanto stia a cuore la sicurezza in città e la dignità degli individui”.

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La stoccata di Più Europa Brianza

“Il 17 giugno scorso in rappresentanza del gruppo Più Europa Brianza abbiamo visitato la casa circondariale di Monza riscontrando le note condizioni di sovraffollamento – 648 ospiti, a fronte di una capienza di 403 – a cui si aggiungono le problematiche di natura sanitaria e assistenziale. Nonostante l’impegno profuso dalla Direzione, resta l’elevato turnover tra il personale medico, che viene distaccato nell’istituto sulla base di contratti a termine di durata annuale. Anche il personale di polizia penitenziaria risulta sottodimensionato rispetto alla popolazione detenuta. Di fronte alla realtà di questa situazione e al decesso di un detenuto, occorre intervenire con azioni concrete assicurando la piena applicazione della riforma della sanità penitenziaria del 2008 che pure ha dato i suoi primi piccoli risultati. Troppo facile abbandonarsi, come ha fatto l’assessore regionale De Corato, alla propaganda dei “pericoli” derivanti dalla presenza di cittadini extracomunitari negli istituti di pena della Lombardia”.