I fuoriusciti lumbard di Muggiò, che hanno abbandonato il gruppo dopo il commissariamento della sezione della Lega da parte del commissario provinciale, escono allo scoperto e fondano una “nuova” Lega (che non si presenterà però alle elezioni).

I fuoriusciti lumbard suonano la carica

E’ stato direttamente l’ex segretario padano Gianmaria Pizzaballa a scrivere una lunga lettera indirizzata ai suoi concittadini per spiegare l’attuale situazione politica in città.

Negli ultimi tre anni avevamo lavorato per creare un gruppo forte e coeso, pronto per capitalizzare tutto il successo elettorale conquistato sul territorio nazionale da Matteo Salvini. Volevamo correre da soli, liberi e autonomi, ma le segreterie provinciali di Forza Italia e Lega hanno deciso di correre in coalizione ignorando la volontà espressa dal nostro gruppo muggiroese.

Parole forti, quelle di Pizzaballa, che criticano apertamente la decisione del direttivo provinciale di mettere “in un angolo” la corsa in solitaria dei lumbard a Muggiò.

Per il candidato sindaco di Forza Italia è stato sufficiente promettere l’assessorato al Bilancio e la poltrona di vicesindaco al nostro candidato (Angelo Galletti, Ndr) per destabilizzare e smembrare il nostro gruppo. La Lega ha dovuto adeguarsi e creare una lista elettorale con il simbolo e con molti non residenti a Muggiò.

Una lunga serie di “sassolini”, che sembrano sempre più dei veri e propri macigni, quelli che Pizzaballa si è voluto togliere a poche settimane dal voto del prossimo 26 maggio.

Resterò sempre un vero leghista anche senza la tessera del movimento, alle elezioni europee voterò per la Lega di Matteo Salvini, ma alle comunali a Muggiò darò la mia fiducia a un altro Movimento di muggioresi liberi e indipendenti. Coerenza, correttezza, onestà e rispetto delle persone non sono un optional.

La posizione di Pizzaballa, e del gruppo di ex leghisti usciti dalla sezione, si va ad aggiungere ai tanti piccoli “screzi” interni alla coalizione di Centrodestra che ha contraddistinto la campagna elettorale delle ultime settimane.

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La lettera dell’ex segretario leghista

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