Duro comunicato dei missionari comboniani d’Italia contro il Ministro dell’Interno Matteo Salvini che sabato, rosario in mano durante la manifestazione a Milano, ha invocato la Madonna.

Missionari comboniani: “Utilizzo strumentale del rosario”

Missionari comboniani contro Matteo Salvini. Come tanti dal mondo cattolico, anche i padri della congregazione cattolica fondata da San Daniele Comboni si schierano contro il Ministro dell’Interno e segretario nazionale della Lega, che sabato a Milano ha invocato la Madonna e attaccato Papa Francesco. “Noi Missionari Comboniani in Italia siamo schierati – esordiscono nel comunicato -. Portiamo nel cuore il Vangelo che si fa strada con le Afriche della storia. Che non scende a compromessi e strategie di marketing. Né elettorali né di svendita becera dei piccoli in nome del denaro. Ci indigna profondamente l’utilizzo strumentale del rosario, baciato sabato scorso in piazza Duomo a Milano dal ministro dell’interno, chiedendo voti alla Madonna. Rosario che è segno della tenerezza di Dio, macchiato dal sangue dei migranti che ancora muoiono nel Mediterraneo: 60 la settimana scorsa, nel silenzio dell’indifferenza dei caini del mondo”.

“Strategia fascista di esclusione degli ultimi”

Come già nei mesi scorsi, quando avevano attaccato i toni di Salvini, i comboniani puntano il dito contro le politiche anti-immigrazione: “Ci rivolta dentro il richiamo ai papi del passato per farne strumento della strategia fascista dell’esclusione degli ultimi. Di chi bussa alle nostre porte chiedendo di aprire i porti. Come la nave Sea Watch di queste ore. Nave che accoglie chi scappa da mondi inquinati dai gas serra della nostra sete di materie prime per mantenere uno stile di vita sempre più insostenibile. Che pesa sulle spalle degli impoveriti”.

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L’invocazione alla Madonna

“Ci ripugna – continuano – il richiamo alla vittoria elettorale in nome della madre di Gesù di Nazareth che cammina con gli ‘scarti’ del mondo per innalzare gli umili. Sempre dalla parte dei perdenti della globalizzazione dei profitti. La carne di Cristo sulla terra. ‘Ero forestiero e mi avete accolto’ (Mt 25,35). Ci aggredisce l’arroganza d’invitare la gente a reagire durante le celebrazioni in chiesa di fronte ai preti che predicano ‘porti aperti’, dettando legge in nome dei vescovi”.

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Dalla parte degli oppressi

Quella dei comboniani, che operano in tutto il mondo a fianco degli ultimi e delle popolazioni oppresse, è quindi una chiara scelta di campo: “Ci dà coraggio e ci fa resistere, contro questa onda di disprezzo e disumanità, condividere il sogno di Dio: ridestare la speranza tra la gente che un mondo radicalmente altro, interculturale, aperto, inclusivo e solidale è urgente e dipende da ognuno di noi. Da chi non tace e, con la determinazione della nonviolenza del Vangelo, grida con la sua vita che non ci sta con il razzismo dilagante di chi vuole stravolgere l’immagine vera del Dio della vita.
I Missionari Comboniani ci sono. Alzano la voce. Scendono in strada, non fanno calcoli e stanno da una parte precisa. Quella degli oppressi da un’economia che uccide. Prima e sempre”.

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