Consiglio comunale infuocato quello andato in scena ieri sera nella sala consiliare ad Arcore. E non poteva essere altrimenti dato che all’ordine del giorno dell’Assise c’era una delibera di Consiglio riguardante uno dei progetti più importanti per l’Esecutivo di centrosinistra: la costruzione della caserma dei carabinieri in via Grandi a Bernate. LEGGI QUI

E la sala consigliare ha visto la presenza di molti cittadini, soprattutto membri del Comitato Salviamo il Parco di via Grandi interessati direttamente al progetto edilizio.

Un dibattito duro, senza esclusione di colpi, quello tra maggioranza e opposizione. Infiammato ancor di più dalla missiva inviata ieri mattina, giovedì, a poche ore dall’Assise di ieri sera, direttamente dall’assessore regionale al Territorio Pietro Foroni che, di fatto, ha comunicato al sindaco Rosalba Colombo e alla sua Giunta l’intenzione di Regione Lombardia di sfilarsi dall’accordo di programma per la costruzione della caserma dei carabinieri. LEGGI QUI

Accordo di programma che, ricordiamo, ricevette il via libera, invece, dalla precedente Giunta regionale guidata da Roberto Maroni, direttamente dall’ex assessore al Territorio di Fratelli d’Italia Viviana Beccalossi.

La lettera inviata dall’assessore Foroni al sindaco

Durante l’Assise l’assessore Mollica Bisci ha dato lettura della missiva inviata dall’assessore regionale Pietro Foroni al sindaco Rosalba Colombo.

“In riferimento al PII in oggetto, cui la Giunta ha aderito in Accordo di Programma con DGR n. 6176 del 30/01/2017, si evidenzia che nel corso dell’istruttoria sono emerse le criticità che si riassumonobrevemente di seguito. In particolare, riguardo all’area soggetta a vincolo del patrimonio indisponibile comunale, si ricorda che la relativa procedura di alienazione, di competenza e responsabilità esclusiva dell’amministrazione comunale, si è sempre ipotizzato dovesse essere perfezionata prima della sottoscrizione del PII, come indicato anche nella delibera di adesione regionale all’Accordo stesso. Tuttavia, solo nel corso dell’istruttoria a seguito dell’adesione, codesta Amministrazione ha fornito la fondamentale informazione che su tale area sono stati realizzati in passato interventi pubblici, mentre si riteneva sino ad allora che l’area, acquisita a suo tempo quale standard del PEEP, non fosse stata oggetto di interventi. Tale rilevante nuovo elemento di conoscenza mette in discussione non solo la fattibilità della procedura per la alienazione di tali aree, le cui criticità sono peraltro evidenziate anche dal più recente parere formulato dai legali incaricati da codesta Amministrazione comunale, ma anche la opportunità dell’intervento urbanistico nel suo complesso, dal momento che comporterebbe la realizzazione di edifici residenziali privati su di un’area attualmente a fruizione pubblica e con la necessità di demolizione di opere per le quali sono stati utilizzati fondi pubblici. Alla luce di tali considerazioni, in qualità di Assessore delegato dal Presidente con decreto n. 117 del 03/10/2018 la informo della intenzione di questa Amministrazione di non procedere alla approvazione dell’Accordo di Programma in oggetto, essendo venute meno le condizioni di interesse pubblico per lo stesso. Si resta a disposizione per ogni chiarimento e per valutare modalità alternative atte a risponderealle necessità del locale Comando dei Carabinieri”.

La reazione dell’Esecutivo

Non poteva mancare la dura reazione da parte della maggioranza, che ha fatto quadrato attorno al sindaco Rosalba Colombo e all’assessore all’Urbanistica Roberto Mollica Bisci.

“Oramai non è più una questione giuridica come è stata discussa tante volte in Consiglio comunale o nei vari esposti da parte del Comitato di cittadini di via Grandi – ha replicato Mollica Bisci – Ma è diventata una questione politica. L’assessore regionale dovrebbe avere il coraggio di dire che Regione Lombardia si vuole tirare indietro perchè non vuole più fare un accordo di programma con una Amministrazione comunale che non condivide nulla del suo operato. Noi chiederemo un appuntamento all’assessore regionale  per avere spiegazioni su questa decisione dato che gli stessi funzionari regionali che facevano parte della precedente legislatura regionale avevano dato l’ok all’accordo di programma. Le motivazioni di carattere giuridico non ci sono: infatti nei pareri legali e nei verbali della segreteria tecnica si legge esattamente il contrario di quello che afferma Foroni, cioè che questo accordo di programma si poteva portare avanti senza problemi. Di solito si dice che il nemico del mio nemico è mio amico: ecco quello che è avvenuto in Regione, una saldatura tra Lega e M5Stelle come al Governo. La delibera che approveremo stasera (ieri sera, ndr) riepiloga tutto quanto previsto nella proposta che è stata avanzata dall’operatore privato nei confronti dell’Amministrazione comunale e, a sua volta, dalla Giunta a Regione Lombardia – ha spiegato Mollica Bisci – Il tutto è finalizzato alla realizzazione del piano integrato di intervento in via Grandi/Gilera. Si tratta di una delibera che l’Amministrazione comunale ha voluto portare in Assise per un discorso di trasparenza nei confronti del Consiglio comunale”.

La replica del sindaco Colombo

“Vorrei far notare che la lettera dell’assessore regionale Foroni è arrivata senza data, senza firma e direttamente alla mia mail personale e non via Pec. Quindi il valore è pari a zero – ha sottolineato il primo cittadino nel suo intervento – Questa decisione ha tutto il sapore di una decisione politica. Andremo in Regione per cercare di capire cosa l’assessore regionale ha capito e cosa no di tutta questa vicenda. E speriamo di essere ricevuti direttamente dall’assessore regionale, dato che quando io e l’assessore Mollica Bisci ci siamo recati negli uffici regionali, nello scorso giugno, i funzionari hanno fatto attendere nell’anticamera dell’ufficio di Forni senza mai incontrare direttamente l’assessore, ma un membro della sua segreteria…”.

La reazione delle minoranze

I consiglieri di minoranza Cristiano Puglisi (Forza Italia), Enrico Perego (Lega), Andrea Orrico (M5S) e Carlo Zucchi (ImmaginArcore) non hanno perso occasione per attaccare l’Amministrazione comunale su questo tema.

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La posizione della Lega

“Le motivazioni della Regione sono solo tecniche, come si legge nel comunicato – ha sottolineato Enrico Perego – Politica e’ stata invece la convocazione del consiglio comunale in quanto la delibera votata in Assise non produrrà effetti. Si è trattato solo di un atto di forza del sindaco. E cio’ vale ancor di piu dopo la lettera della regione che allontana la fattibilità di tutto l’ impianto”.

La posizione di “ImmaginArcore”

“Malgrado la comunicazione di Regione Lombardia che dichiara che non intende procedere con l’accordo di programma, il sindaco di Arcore e tutta la maggioranza proseguono nella loro passeggiata nella irrealtà istituzionale e presentano, votano e deliberano altri inutili passaggi formali. Chiederò oggi una copia della comunicazione protocollata dall’assessore regionale, nella quale sono indicate le criticità di questa iniziativa urbanistica. È finita, non c’è più un accordo, non c’è più un programma, non si farà più nulla”.

La posizione di Forza Italia

“Quanto accaduto in Assise è di una gravità inaudita – ha sottolineato il consigliere Cristiano Puglisi – Chiederò, anche nel caso con un’interrogazione, che mi sia fornita chiaramente e palesemente la prova che la Regione non ha protocollato la missiva oggetto della discussione. Chiarisco però che se, anche solo per caso, dovesse emergere una smentita da parte della Regione, sarebbe opportuno che coloro che hanno accusato la Giunta regionale del contrario si dimettessero e andassero a casa. Segretario incluso

La posizione del Movimento 5Stelle

“Questa delibera comunale è un atto di forza del sindaco per cercare di portare avanti un provvedimento che sapete benissimo che verrà interrotto dalla Regione”.

 

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