Sicurezza, immigrazione ed eventuale crisi di governo. Ma anche crisi della democrazia italiana e basi su cui ripartire per riportare il Pd al governo del Paese. LEGGI QUI

Marco Minniti a tutto campo. Oggi pomeriggio, giovedì, l’ex ministro degli Interni ed esponente del Pd è stato ospite della Festa dell’Unità organizzata dai circoli Pd di Arcore e Villasanta, guidati rispettivamente dai segretari Michele Calloni e Valeria Passoni. Presente al tavolo dei relatori anche il sindaco di Arcore Rosalba Colombo.

Tanti, dicevamo, i temi trattati da Minniti il quale, sul tema della eventuale crisi dell’Esecutivo gialloverde, ha escluso la possibilità che il Pd possa andare al governo proprio con i grillini.

“Mai al governo con il Movimento 5Stelle”

Minniti ha escluso una crisi di governo. “Lega e M5Stelle litigano su tutto, ma c’è un collante che tiene insieme tutto: il potere e le poltrone – ha dichiarato l’esponente del Pd – Sono divisi su tutto, in primis sulla Tav, ma anche su altre questioni, eppure non ci sarà alcuna crisi”.

E ha anche escluso un ritorno al governo con i Grillini.

“Noi torneremo al governo quando rivinceremo le elezioni e togliamoci dalla testa l’idea di attuare percorsi di palazzo e togliamoci dalla testa l’idea che ad un certo punto ci chiameranno per tornare a fare quello che facevamo prima – ha sottolineato Minniti – E vi spiego anche il perchè: se due sconfitti dal popolo si uniscono per governare senza mandato popolare, capite che si crea una autostrada per coloro che sono i nemici della democrazia, perchè ci sarà qualcuno (chiaro il riferimento a Salvini, ndr) che chiederà di fare un plebiscito per il suo nome, ma a quel punto avrebbe qualche ragione”.

“Meno correnti, più sindaci”

Minniti ha anche voluto lanciare una idea ai militanti del Pd per ripartire e creare una alternativa politica a Lega e M5Stelle.

“Le ultime elezioni ci hanno detto una cosa chiara: c’è una mobilità straordinaria nell’elettorato italiano – ha continuato Minniti – Possiamo riprenderci tutti i voti delle Europee del 2014. Il Partito democratico ha un patrimonio straordinario: sono i sindaci che governano tanti comuni italiani. Io mi batto affinchè diventino un pilastro del Pd. E l’altro giorno ho ribadito questo concetto anche al sindaco di Bergamo Giorgio Gori. Loro devono diventare un pezzo fondamentale del gruppo dirigente di questo partito e lo slogan deve esssere: meno correnti, più sindaci. E le elezioni del 26 maggio ce lo hanno detto chiaro. I sindaci sono vicini ai cittadini. Vincono le elezioni coloro che riescono a creare un clima di protezione attorno ai cittadini. La protezione, sia sociale che ambientale, la possono garantire loro. I nostri sindaci vincono perchè rappresentano una politica di prossimità e vicinanza, la gente li conosce, sa chi sono e conosce i loro limiti e e le loro potenzialità. In alcuni casi siamo distanti dai cittadini, ma i sindaci ci permettono di colmare questa distanza”.

Le critiche a Salvini

Nel suo lungo discorso, non sono mancati anche riferimenti al suo predecessore al Viminale Matteo Salvini e alla questione sicurezza.

“Quando sono arrivato al Ministero degli Interni avevamo appena chiuso il 2016 con lo sbarco di 180mila migranti – ha dichiarato Minniti – E mi colpiva il fatto che arrivavano anche nel mese di dicembre, mese sfavorevole per gli sbarchi. L’immigrazione non è una emergenza, ma è una questione strutturale. Ma forse noi abbiamo affrontato questo tema in termini emergenziali perchè arrivavano le persone, non sapevamo come sistemarle e caricavamo il peso dell’accoglienza sempre sulle stesse comunità. C’erano i sindaci del Pd molto disponibili ad accogliere e quelli della Lega che non erano disponibili. Allora abbiamo cercato di governare i flussi migratori. Noi abbiamo un ministro degli Interni che dice di aver cancellato questi flussi, di aver eliminato il fenomeno, ma non esiste alcuna politica dei porti chiusi che può eliminare l’immigrazione. Ho cercato di governare i flussi migratori cercando di tenere insieme il principio della sicurezza con quello dell’umanità. Mentre la Lega contrappone sicurezza ad umanità e il loro ragionamento è al limite della brutalità: io ti do un pochino in più di sucurezza ma tu devi perdere un pochino di umanità”.

“Ho trattato direttamente con i sindaci delle città libiche”

Minniti ha anche raccontato le fasi delicate riguardanti la trattativa che lui stesso ha portato avanti con i sindaci delle città libiche per diminuire gli sbarchi.

“Quando ero io al governo, senza osteggiare alcuna organizzazione non governativa, senza chiudere alcun porto, siamo riusciti a diminuire gli sbarchi dell’85% – ha dichiarato Minniti – Siamo stati accanto ai sindaci italiani e contemporaneamente trattavamo con i sindaci libici. Li ho incontrati in un hotel in diretta televisiva. Ho detto loro: vi chiedo di impegnarvi contro i trafficanti di essere umani e in cambio l’Italia e l’Europa vi daranno delle prospettive per costruire una diversa via di sviluppo per le vostre città. Per esempio li abbiamo aiutati a costruire ospedali, abbiamo spedito ambulanze e apparecchi ospedalieri per gli esami. Li abbiamo aiutati a costruire giardini pubblici per i bambini perchè non sapevano nemmeno cosa fossero. Purtroppo in Libia il traffico di essere umani produce reddito, è l’unica impresa che produce ricchezza. In Libia la comunità internazionale è intervenuta per cacciare il dittatore Ghedaffi ma non è stata capace di costruire una alternativa democratica per quel paese. Noi il problema dell’immigrazione lo abbiamo affrontato mettendoci la faccia”.

“La nostra democrazia è a rischio”

Minniti ha anche attaccato le forze sovraniste che sono al governo del Paese.

“Oggi ci governano le forze anti sistema e questa è una grande questione democratica che il Pd deve affrontare – ha continuato Minniti –  Il punto vero è che abbiamo il rischio che ad un certo punto, in Italia, si facciano scelte che vanno oltre una democrazia. In Europa abbiamo sdoganato il termine “Democrazie illiberali” e le troviamo nel cuore dell’Europa, basta vedere cosa sta accadendo in Ungheria. L’Italia non diventerà L’Ungheria del Mediterraneo. E anche il fatto che Salvini sia rifiutato di riferire in Parlamento circa i rapporti della Lega con la Russia sta mettendo in crisi la nostra Democrazia”.

 

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