Pedemontana: Lega e 5 Stelle, visioni opposte. Il Carroccio esulta: “Arrivano 1,6 miliardi grazie alla Lega”. I pentastellati: “E’ la madre di tutte le fregature”.

Pedemontana, si va avanti… o forse no

Lega e Movimento 5 Stelle sono insieme al Governo del Paese ma come noto sulle grandi opere non la vedono certo allo stesso modo. Una di queste infrastrutture è la Pedemontana, arteria incompiuta da tempo che il Carroccio vorrebbe completare al più preso e mentre  i pentastellati non la ritengono opera prioritaria.

Lo si è capito anche questa settimana, con i leghisti brianzoli a cantar vittoria e i grillini a gettare acqua sul fuoco per una notizia che a loro parere notizia non era, e per una “fregatura”.

Grimoldi e Romeo: “Arrivano 1,6 miliardi grazie alla Lega”

Monza, Massimiliano Romeo presidente dei senatori Lega Nord
Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega al Senato

Mercoledì 24 luglio due monzesi,  importanti esponenti della Lega,   Paolo Grimoldi, deputato e segretario della Lega Lombarda e Massimiliano Romeo,  capogruppo del Carroccio al Senato diffondevano due comunicati stampa per esprimere tutta la loro soddisfazione.

“Finalmente il Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) – sottolineava Grimoldi –  dopo cinque anni di inutile attesa ha dato il semaforo verde per la seconda tratta della Pedemontana lombarda, ferma al 2014 a Seveso. Grazie alla Lega al Governo è arrivato lo sblocco di 1,6 miliardi e l’opera può ripartire. Ricordiamo che nel 2016 il ministro dei Trasporti Delrio, su precisa interrogazione della Lega a riguardo, rispose che il loro Governo non aveva i soldi da spendere per quest’opera. Finalmente s riparte, dopo aver sprecato cinque anni per colpa di Renzi, Gentiloni e del Pd”.

Gli ha fatto eco Romeo: “Lo sblocco di circa 50 miliardi di euro destinati a opere pubbliche è una vittoria della Lega a vantaggio dei cittadini, lasciati colpevolmente in balia di ritardi e della cattiva politica di chi ha governato questo Paese negli ultimi anni. Con il via libera del Cipe, risorse importanti per i territori, con le opere ferme da anni che diventano cantierabili. Tutta l’Italia ne avrà beneficio: in Lombardia, finalmente riparte la seconda tratta della Pedemontana lombarda… la Lega di Matteo Salvini ancora una volta si conferma vicina ai cittadini e passa dalle parole ai fatti”.

Corbetta raffredda gli entusiasmi

Corbetta e Tripiedi
Il senatore Gianmarco Corbetta, Movimento 5 Stelle

“Il deputato leghista Paolo Grimoldi – ha scritto giovedì in una nota Gianmarco Corbetta, senatore brianzolo del Movimento 5 Stelle  – ha affermato che  ‘grazie alla Lega al Governo è arrivato lo sblocco di 1,6 miliardi e l’opera può ripartire’. Grimoldi dovrebbe essere più preciso quando parla di Pedemontana, altrimenti rischia di generare confusione.

“Occorre precisare che esiste da tempo immemore un piano economico finanziario dell’opera che prevede un esborso da parte del pubblico e uno da parte del privato. I soldi dello Stato sono già stati utilizzati in passato, quasi interamente, per realizzare le prime tratte, ora Autostrada Pedemontana Lombarda deve trovare dei privati disponibili ad investire svariati miliardi per la realizzazione delle tratte mancanti.

“Il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti non ha fatto altro che dare seguito ad un iter autorizzativo, quel famoso ‘secondo atto aggiuntivo al piano economico finanziario’ di cui si parla da 5 anni; si tratta sostanzialmente di un passaggio dovuto che non mette un euro di denaro dello Stato in più rispetto a quello previsto negli anni scorsi”.

Qui arriva la precisazione del senatore pentastellato: “Il miliardo e 600 milioni a cui fa riferimento Grimoldi non sono certo fondi erogati dal Governo, bensì la somma della defiscalizzazione del 2014 e delle garanzie della Regione Lombardia.  Sta a Pedemontana trovare dei privati che investano miliardi per il proseguimento dell’opera e li deve trovare entro 12 mesi da quanto questo atto verrà approvato in via definitiva, tra circa un paio di mesi. Tanti auguri…”.

Leggi anche:  Lega: Crippa e Corbetta ospiti nella sede Netweek

“Pedemontana, la madre di tutte le fregature”

A dar man forte al collega di partito, sempre giovedì 25 luglio,  anche il capogruppo regionale del M5Stelle, Marco Fumagalli, il quale facendo riferimento ad alcune dichiarazioni del presidente della Regione Attilio Fontana ha rimarcato: “La madre di tutte le fregature si chiama Pedemontana. Per trovare un partner privato disposto a rischiare grosso per completare la restante parte di Pedemontana con questo assestamento si garantisce dal 2025 al 2044 l’esborso di 30 milioni annui di integrazione dei ricavi in modo da rendere bancabile l’opera (stimata in 2,5 miliardi). Insomma siccome non si trova nessuno disposto a rischiare per realizzare la Pedemontana la Lombardia garantisce il pagamento di 600 milioni in 20 anni per un’opera troppo costosa quanto inutile. Non solo quei 600 milioni potrebbero essere spesi in modo diverso, ma il rischio è che trasferendo la proprietà di Serravalle a Ferrovie Nord e facendo quindi realizzare Pedemontana ad un soggetto pseudo privato, si sottrae a qualsiasi controllo pubblico la realizzazione di un’opera che in futuro costerà ai contribuenti almeno 600 milioni di euro”.

Le dichiarazioni di Fontana

“C’e’ stato sicuramente uno sblocco per quanto riguarda la Pedemontana – aveva dichiarato precedentemente il presidente della Regione all’agenzia Italpress –  proprio in queste ore si è  giunti a un accordo con Strabag e una questione che sembrava così difficile da risolvere siamo invece riusciti a gestirla in modo ottimale, tanto per noi quanto per Strabag. Dunque ora ci si può concentrare nella preparazione del bando di gara per il proseguo della realizzazione”.

Anche Europa Verde critica il “cambio di mano”

Dario Balotta, Europa Verde

Anche Dario Balotta, esponente di Europa Verde, da sempre contrario alla costruzione dell’Autostrada Pedemontana è contro il possibile acquisto di Serravelle da parte di Ferrovie Nord Milano.

“Trenord, la principale controllata di Ferrovie Nord Milano (FNM) – rimarca l’ambientalista –  si sta sciogliendo sotto il caldo estivo provocando pesanti disagi ai pendolari lombardi, ma la capogruppo sembra avere altro a cui pensare, ovvero un nuovo cambio di proprietà dell’autostrada Serravalle. Gallina dalle uova d’oro prima dell’acquisizione del 79 per cento della super indebitata Pedemontana (che deve 350 milioni di euro ai suoi creditori), la Serravalle è dunque pronta a un ennesimo cambio di mano, dalla Regione a una sua controllata, FNM quindi ancora a se stessa.

“Definita perfino su Wikipedia ‘azienda che tradizionalmente garantisce, con grande puntualità e generosità, consulenze e poltrone agli amici del presidente di turno’,  Ferrovie Nord ora parla di un obiettivo ‘roboante’ quanto indefinito, la costituzione del primo polo integrato della mobilità ferroviaria e stradale in Lombardia. In realtà, dietro questa acquisizione non si nasconde altro che la lunga crisi di Pedemontana,  con i lavori fermi da 5 anni, con 200 milioni di debiti con le banche, 50 milioni con la Serravalle, 100 milioni con il Comune di Milano  (l’equivalente del valore delle azioni  restituite), e soprattutto la mancanza in cassa degli oltre 500 milioni previsti dalla Convenzione firmata con lo Stato.

“Una mancanza che dovrà essere coperta dal nuovo socio di maggioranza (FNM) entro 9 mesi, sperando così di ottenere in cambio i 2 miliardi di prestito necessari ad avviare il  completamento  dell’opera. Se l’appuntamento verrà mancato, salterà la defiscalizzazione e l’opera sarà defunta. L’acquisizione della maggioranza di Serravalle sarebbe una scelta di campo che snaturerebbe Ferrovie Nord, il cui core business non sarebbe più il trasporto ferroviario ma quello stradale, senza contare le conseguenze che avrebbe sul titolo di FNM in Borsa il tentativo di recuperare 850 milioni per un’avventura autostradale impossibile”.

Insomma, la situazione è a dir poco complessa, vedremo come si evolverà nei prossimi mesi.

TORNA ALLA HOME