Trasporti: anche la Brianza chiede la tariffa unica. Il presidente della Provincia MB Roberto Invernizzi ha esortato i sindaci brianzoli a unirsi alla richiesta dei primi cittadini metropolitani per chiedere alla Regione di riaprire il confronto sulla tariffa unica. Dal Pirellone la replica, puntuale, è arrivata dal consigliere Andrea Monti: “Nessuna preclusione sulla tariffa unica”.

Trasporti: anche la Brianza chiede la tariffa unica

Ieri pomeriggio, giovedì, l’assemblea dei soci dell’Agenzia di trasporto pubblico locale della Città metropolitana di Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia ha approvato il programma di riorganizzazione dei servizi dell’intero bacino.

A partire dal 2020 verranno introdotti importanti cambiamenti, in termini di corse, frequenze, itinerari e tariffe. Un sistema basato sull’integrazione, ovvero sulla possibilità di utilizzare qualsiasi mezzo pubblico con un unico biglietto. Un nuovo sistema tariffario che faciliterà i pendolari, che risparmieranno sui costi di abbonamenti mensili e annuali, così da portare a un aumento dell’utilizzo dei mezzi pubblici a discapito di quelli privati.

La sperimentazione potrebbe già partire a primavera, ma prima di definire le gare d’appalto l’Agenzia deve accordarsi con Regione Lombardia. Regione che, a detta di Invernizzi, “è ferma nell’approvazione dell’emendamento al Bilancio che riguarda proprio il tema della tariffazione”. Di qui la richiesta  che Invernizzi ha fatto ai primi cittadini brianzoli “di unirsi alla richiesta fatta dai sindaci metropolitani a Regione Lombardia e Comune di Milano   di riaprire il dibattito sulla tariffa unica”.

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“Nessuna preclusione su tariffa unica”

La richiesta di Invernizzi non è piaciuta al consigliere regionale della Lega Andrea Monti, che ha così innescato in pochi giorni la seconda polemica col presidente della Provincia dopo quella relativa a “voci” che davano Invernizzi pronto a dimissioni anticipate per favorire il Pd.

“La questione della tariffa unica per il trasporto pubblico locale, sulla quale non abbiamo nessuna preclusione,  – ha precisato Monti – è ben diversa dall’inciso sull’emendamento rinviato in commissione su decisione della maggioranza in Consiglio regionale. Chiedeva infatti una modifica della Legge per permettere a Milano il proprio biglietto a 2 euro”.

Quindi Monti si chiede se Invernizzi nella sua richiesta ai sindaci abbia agito per “ignoranza”, cioè solo sui “sentito dire”, oppure “con malizia, scrivendo una lettera con un contenuto distorto, al fine di ottenere la loro approvazione su un contenuto condiviso da tutti e sul quale la maggioranza in Regione non si è mai sognata di votare in maniera contraria”.