Rubrica “Il governatore risponde”: per inviare le vostre domande al governatore Attilio Fontana scrivete a ilgovernatorerisponde@netweek.it

Le domande di questa settimana: liste d’attesa in sanità

Gentile governatore, nove mesi di attesa per una visita oculistica e/o un intervento di cataratta le sembrano normali? Quali sono i tempi di attesa previsti per questi interventi? Io non sono riuscito a saperli ne a conoscerli pur inviando Pec al vostro Assessorato e ai vari ospedali coinvolti, l’unica risposta avuta: «Si rivolga all’ufficio informazione», dandomi il numero telefonico. Ho voluto tentare anche questa chiamando al numero comunicatomi: nessuno sa niente, chissà se mi risponderà Lei. Il sottoscritto per l’intervento di cataratta è stato in ballo dal 2014 e solo il 3 maggio di quest’anno è stato operato a un occhio, per l’altro devo aspettare a novembre forse… Dopo l’intervento mi è stata rilasciata la richiesta di verifica e misurazione della vista per cambiare le lenti degli occhiali riguardanti l’occhio operato: ebbene il primo posto libero è a febbraio 2019 a Cuggiono. Tengo a precisare che si tratta di una richiesta rilasciata dall’ospedale di Abbiategrasso dove sono stato operato. Secondo Lei cosa dovevo fare se non pagare una visita privata? Costo 100 euro, con mille sacrifici.
Cordiali saluti.
Isidoro – Magenta

Il governatore risponde

Sono cosciente delle criticità presenti nel sistema sanitario lombardo e proprio per questo sto facendo tutto quanto nelle mie possibilità per cercare di migliorare la situazione. Uno dei problemi maggiori è costituito dal blocco nazionale delle assunzioni dei medici, ragione per cui ho inserito al primo punto del negoziato con il governo sull’autonomia proprio le competenze e le risorse relative alla sanità, in modo tale da poter velocizzare l’erogazione delle prestazioni. In Lombardia abbiamo stabilito per ora un tempo massimo di attesa per la cataratta pari a 180 giorni, ovvero sei mesi, per il primo occhio, mentre il secondo dev’essere operato a distanza di 60 giorni dal primo come previsto dalla Dgr 1775/2011. Contiamo di migliorare questa tempistica, che varia però secondo criteri territoriali stabiliti a livello di Ats, per cui farò verificare dalla competente Direzione il rispetto di quanto stabilito nella sua zona.

Le domande di questa settimana: stop alle auto diesel

Signor presidente, vorrei porre la sua attenzione su chi come me (milioni di lavoratori) abitanti fuori Milano ma che per lavoro ci si recano ogni santo giorno, con un unico stipendio, affitto da pagare, bollette sempre più care, ect ect… si troverà costretto a sostituire la propria auto da gennaio per la brillante idea del sindaco. La prego di intervenire, in tanti sono nelle mie condizioni e non possono economicamente affrontare tali spese, anziché aiutare le persone in difficoltà qui si cerca di rovinarle sempre più, tuteli chi per lavoro non può prendere mezzi pubblici, chi come me inizia alla mattina alle 5 e non ha altre possibilità che l’auto, tuteli i cittadini della Sua Regione, blocchi tutto questo.
Francesco (un operaio in serie difficoltà economiche) – Limbiate

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Il governatore risponde

Come dimostrano i dati, la qualità dell’aria è condizionata solo in parte dalla circolazione dei mezzi e dal traffico. Regione Lombardia anziché adottare la politica dei divieti preferisce puntare su un sistema di incentivi, che consentano di giungere entro il 2020 all’introduzione di nuove tecnologie nei settori dell’agricoltura, del riscaldamento domestico e della mobilità, in modo tale da ridurre gli inquinanti oggi ritenuti più pericolosi ovvero gli ossidi di azoto, le polveri sottili e l’ammoniaca, come richiesto anche dalla Commissione europea, senza obbligare però i cittadini, in particolare quelli con un reddito basso, a metter mano al portafogli.