Spesso si sente parlare di persone che, a causa di situazioni stressanti, arrivano a “digrignare i denti” (soprattutto mentre dormono) causando una serie di problemi alla loro dentatura e compromettendo il loro benessere generale sperimentando mal di schiena, mal di collo, mal di testa, etc.

Il fenomeno di digrignare o serrare i denti è spesso completamente involontario e prende il nome di “bruxismo”: è piuttosto comune ma anche complicato da trattare poiché, come abbiamo già detto, chi ne è affetto non ha controllo su questo comportamento che di solito tende a essere causato da stress e ansia.

Cosa fare quindi se digrigniamo i denti? Come evitare di arrecare danni alla nostra dentatura e risolvere il problema?

Lo abbiamo chiesto al dottor Carlo Galbiati, Medico Chirurgo Odontoiatra dal 1982, co-fondatore e titolare di BlueSmile (attualmente ricopre il ruolo di Direttore Sanitario della Clinica di Vimercate).

bruxismo
Dottor Carlo Galbiati, Medico Chirurgo Odontoiatra

Che cos’è il bruxismo?

Il bruxismo è una parafunzione mandibolare persistente a cui ci si riferisce comunemente come “digrignare” o “serrare” i denti; infatti, se ne conoscono due tipologie:

  1. il bruxismo centrico
  2. il bruxismo eccentrico

Il bruxismo centrico consiste nel serrare i denti: non c’è movimento avanti e indietro né rumore, il paziente chiude con estrema forza le mascelle, arrivando talvolta a causare problemi all’articolazione temporo-mandibolare.

Il bruxismo eccentrico è il digrignamento dei denti, quindi chi ne è affetto chiude le mascelle e le muove avanti e indietro o lateralmente, provocando il classico rumore stridente e causando un’abrasione dei denti che, nei casi più gravi, possono arrivare a scheggiarsi o addirittura rompersi.

Il bruxismo può manifestarsi sia di giorno che di notte, ma quello notturno è decisamente più comune: purtroppo, è anche più difficile da controllare, poiché avviene in maniera incosciente.

Quali sono le cause del bruxismo?

Di solito è un comportamento dovuto a una situazione di stress o di ansia, ma ci sono altri fattori che possono determinarne la comparsa:

  • una dieta scorretta
  • disturbi del sonno
  • problemi di postura
  • malocclusioni dentali

Quali sono le conseguenze del bruxismo?

Dipende dal tipo di bruxismo: quello centrico può causare problemi ai muscoli facciali e alla mandibola, quello eccentrico può arrivare a consumare o spezzare i denti.

In ogni caso, ci sono altri disturbi (non solo legati al cavo orale) che possono essere causati dal bruxismo:

  • mal di orecchio
  • mal di testa
  • sensibilità alle cose fredde, calde o dolci
  • insonnia
  • ansia
  • depressione
  • disturbi alimentari
  • reflusso gastroesofageo

Come si cura il bruxismo?

Prima di tutto diagnosticandolo correttamente: può capitare che il bruxismo sia asintomatico e quindi il paziente non sappia di averlo, ma gli viene comunicato durante un controllo di routine dal dentista.

In altri casi, invece, una persona può svegliarsi spesso con mal di collo o mal di testa e non per questo essere affetta da bruxismo: è sufficiente una visita dal dentista (e, se necessaria, una radiografia) per potersene rendere conto e determinarlo con certezza.

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Una volta appurata la presenza di bruxismo, bisogna agire su più fronti:

  • evitando di peggiorare l’abrasione dei denti
  • cercando di ridurre il dolore
  • andando ad agire sulla causa dello stress, in questo caso può essere necessario l’intervento di una figura professionale di supporto (psicologo o psicoterapeuta)

Per evitare che il paziente danneggi ulteriormente i denti, di solito viene prescritto il BITE, ovvero un “apparecchietto” che serve a proteggere i denti e a riposizionare la mandibola in una situazione più rilassata e bilanciata.

Cos’è il BITE e come funziona?

E’ un “apparecchietto” che si indossa di notte per proteggere i denti dall’abrasione causata dal bruxismo e per riposizionare la mandibola, rilassando i muscoli masticatori e le articolazioni temporo-mandibolari.

Viene realizzato su misura per ogni paziente, a cui quindi viene presa un’impronta dentale per poi far il confezionare il BITE, composto da materiale acrilico in un laboratorio specializzato.

Il BITE si rivela estremamente utile nel contrastare il bruxismo e le malposizioni mandibolari, ma non dobbiamo dimenticare che agisce solo a livello sintomatico: se indossato regolarmente, impedisce l’abrasione dentale e riposiziona la mandibola, ma non agisce sulla causa che scatena la patologia in sé.

Come fare per accorgersi se si soffre di bruxismo?

Di solito ci si sveglia la mattina con collo, mandibola e testa doloranti oppure si sentono schiocchi alle articolazioni temporo-mandibolari: ma, ancora più spesso, sono i familiari dei pazienti che se ne rendono conto, poiché sentono la persona digrignare i denti la notte.

A questo punto l’ideale è recarsi dal dentista il prima possibile per valutare il problema e cercare di arginarlo tempestivamente; nel caso di bruxismo asintomatico le visite di controllo periodiche sono fondamentali: è grazie a queste che il dentista può rendersi conto che il paziente soffre di bruxismo nonostante lui non lo sospetti nemmeno!

Nelle nostre cliniche di Bollate e Vimercate la prima visita è sempre senza impegno: in questo modo possiamo visitare il paziente per valutare lo stato del suo cavo orale e consigliare eventuali percorsi terapeutici, se ce ne fosse la necessità.

E’ comunque importante ricordare che il dentista è necessario per intervenire sui sintomi del bruxismo ma, quando la causa di questo fenomeno è di origine psicosomatico, è essenziale che il paziente intraprenda un percorso che lo porti ad agire sulle cause dell’ansia e dello stress.

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