Medicina estetica? Medicina e chirurgia al servizio della bellezza? Non si tratta, come erroneamente creduto dai più, di un discutibile vezzo da… «starlette di Hollywood». Ma un’importante e affidabile branca della scienza che si prefigge il miglioramento (anche) estetico per chiunque ne abbia bisogno. Quindi gli interventi di chirurgia estetica possono sì essere rivolti (per esempio) a chi vuole un naso più dritto, ma anche e soprattutto a chi magari ha subìto gravi ustioni o ha dolorosamente perso in incidenti parti esterne. Insomma, di fronte a specialisti di questo settore è d’obbligo mantenere il più reverente rispetto e non trattarli come dei «dottori di risulta», perché in realtà si occupano di settori specialistici molto delicati e legati solo parzialmente all’estetica e all’apparire.

Lo scopo della medicina estetica

Lo scopo della medicina estetica è anche la costruzione e la ricostruzione dell’equilibrio psicofisico individuale. Essa sperimenta e mette in pratica anche la multi-disciplinarietà: ogni problema viene risolto dal confronto e dalla collaborazione di specializzazioni mediche e paramediche differenti. Ad esempio, la soluzione terapeutica di problemi agli arti inferiori può chiamare in causa specialisti diversi interessati allo stesso problema: chirurgo vascolare, angiologo, chirurgo plastico, dermatologo, dietologo. Altro esempio, ben più «leggero»: anche la cura dell’acne nasce dalla collaborazione tra dermatologo, dietologo, chirurgo plastico, psicologo ecc. L’estetica quindi non rappresenta che una parte della problematica del singolo specialista, dermatologo o chirurgo plastico che sia, mentre la collaborazione specialistica multidisciplinare rappresenta la risposta alla totalità dei problemi estetici.

Il binomio «salute&bellezza»

La medicina estetica esalta il binomio «salute&bellezza» perché bellezza significa sentirsi bene nella propria pelle, essere sintonia con se stessi e in equilibrio psicofisico. Ma cosa chiede la gente al chirurgo plastico o allo specialista del settore? La stragrande maggioranza dei trattamenti riguarda il viso. Al primo posto si conferma l’acido ialuronico, seguito dalla Tossina botulinica di tipo A e l’idrossiapatite di calcio (iniezione sottocutanea di lunga durata). La medicina estetica, va sottolineato, non utilizza interventi chirurgici per rallentare l’invecchiamento o correggere difetti fisici del paziente. Il medico estetico lavora attraverso trattamenti poco invasivi che dipendono dall’inestetismo che si vuole combattere.

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Dalla criolipolisi alla liposuzione

Dal punto di vista prettamente estetico, sono segnalate comunque alcune pratiche vieppiù richieste dalla clientela dei centri estetici. La criolipolisi è ritenuto il miglior trattamento per eliminare il grasso residuo (ovvero quello che resiste nonostante le diete e l’attività fisico-sportiva) senza chirurgia: costituisce un’eccezionale alternativa alla liposuzione, garantendo riduzione dell’adipe trattato già con una sola seduta. E’ sicuro, indolore, non-invasivo, senza cicatrici né anestesia; la sua tecnologia si basa sul congelamento delle cellule adipose e la successiva rimozione di queste da parte dell’organismo attraverso normali processi fisiologici.

E poi c’è il laser…

L’uso del laser, ormai diventato strumento comune nel centri estetici. Grazie ad esso si ottiene una soluzione definitiva al problema dei peli superflui perché sfrutta l’azione distruttiva della luce per eliminare i peli alla radice (follicolo). La laserterapia permette anche di rimuovere lesioni benigne quali verruche, angiomi, cheratosi, fibromi cutanei, tatuaggi, nonché di eseguire un ringiovanimento del viso (trattamento delle rughe, cura di acne e couperose o problemi ai vasi capillari). Alcuni medici più evoluti stanno sperimentando il laser anche per eseguire interventi chirurgici più complessi con poco sanguinamento.