‎Monza-Gozzano le interviste. In sala stampa sfilano nell’ordine il mister del Monza Cristian Brocchi, il centrocampista Marco Armellino e l’allenatore del Gozzano, David Sassarini.

Monza-Gozzano le interviste, Cristian Brocchi

«Stasera dovevamo fare gol prima finalizzando la mole di gioco prodotta già nel primo tempo – esordisce l’allenatore del Monza –  Invece è successo quello che è  appena capitato con la Pianese. Quando crei situazioni come quelle che abbiamo saputo costruire nella prima frazione di gioco non puoi tornare negli spogliatoi sullo zero a zero, perché poi il tempo passa e le energie calano: dobbiamo fare “mea culpa” su questa cosa. Ora siamo a +7 sulla seconda? Questo dato è importante solo per il nostro cammino, per le prestazioni fatte fino a oggi, per le vittorie che sono state una dimostrazione di forza e per quelle dove abbiamo faticato. Ripeto che bisogna pensare di partita in partita continuando a migliorare anche quando si vince». «Non ho schierato Rigoni perché non stava benissimo, aveva un fastidio e visti i pregressi ho preferito non portarlo neanche in panchina. Non volevo che qualcuno dalla tribuna mi dicesse “Metti Rigoni”. La decisione di non schierare Chiricò, invece, è stata tattica. Poiché loro sono bravi a giocare la palla partendo dal portiere e tenevano gli esterni larghi per non fare uscire i terzini, creando superiorità numerica, avevamo bisogno un giocatore diverso tatticamente, che facesse un lavoro di grande sacrificio». A chi gli fa notare che segnano tutti tranne i bomber, Brocchi risponde che per gli attaccanti non è sempre facile trovare la palla pulita: «Penso – afferma – che gli attaccanti facciano un lavoro comunque importante. Oggi faccio i complimenti a Ivan Marconi che ha fatto la prima partita da titolare della stagione perché non aveva potuto giocare neanche in Coppa Italia. Anche Ciccio D’Errico, già in spolvero con l’Albinoleffe, è tornato fisicamente quello dell’anno scorso. Se stai bene fisicamente, le giocate ti riescono, dribbli l’avversario e poi riesci anche a calciarla nel modo giusto. La gamba non ti cede. Penso di aver fatto un percorso giusto con lui quest’anno non facendolo giocare inizialmente. E penso che lui con umiltà si sia messo in gioco con la voglia di recuperare per il suo bene, per quello della squadra e dei tifosi».

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Marco Armellino

Monza-Gozzano le interviste. Il marcatore della rete biancorossa: «Sono entrato dalla panchina ed è andata bene. Quando giochiamo in casa le squadre si abbassano, se sblocchi queste gare subito poi fai due o tre gol, se non ci riesci invece diventa dura come oggi. Meno male che sono entrato e ho segnato. Contro squadre che si abbassano in questo modo è difficile trovare spazi: il campionato è lungo, sono contento per la vittoria visti anche i risultati delle altre. Abbiamo dato continuità al pareggio con la Pianese. Sappiamo che siamo una rosa forte, che chi gioca risponde presente e che la squadra fa grandi risultati. Tuttavia c’è da lavorare, il mister tira il gruppo e fa ruotare tutti, noi dobbiamo solo farci trovare pronti. I risultati sono a nostro favore, la classifica la guarderemo più avanti».

Monza-Gozzano le interviste, mister Sassarini

«L’idea era quella di andare a prenderli alti – spiega il mister del Gozzano David Sassarini – Ci siamo abbassati un po’, siamo ripartiti e c’era la possibilità di rigiocare. Abbiamo provato a essere stra offensivi e stra difensivi. A tratti abbiamo giocato bene, chiaro che tra noi e loro c’è differenza di qualità. Se ne cambi cinque e metti dentro tutte le armi che hai, è evidente che per noi diventa una partita difficile. Sapevo che la mia squadra ha qualità, riparte con velocità, speravo di vedere queste situazioni e anche gol nei momenti in cui il Monza fosse calato. In effetti abbiamo avuto tre situazioni e ho visto due parate importanti di Lamanna. Poi è arrivato il gol che ci ha tarpato le ali. Comunque, ho detto ai ragazzi che hanno fatto un’ottima partita nonostante la differenza di valori in campo. Se avessimo pressato più alto probabilmente avremmo creato anche altre tre occasioni dopo le tre del primo tempo, ma so che per fare questo ci vuole ancora più coraggio di quello che abbiamo dimostrato questa sera». «Ho dovuto ricostruire il telaio tattico perché oggi mi mancavano tutte e tre le punte – ha concluso Sassarini – Spina, Fedato e Tomaselli per noi rappresentano una bella arma: sapevo che grazie alla loro velocità li avremmo messi in difficoltà».