Un vero e proprio terremoto nel basket lombardo. La storica società cestistica di Cantù è in vendita, e il patron Dmitry Gerasimenko ha annunciato di non poter più continuare nella gestione del Club come riporta il Giornale di Como.

Le cause del terremoto nel basket lombardo

Alla base della decisione del patron di Cantù di cedere le proprie quote societarie ci sarebbero guai finanziari in patria con la sua società “Red October”. Il governo russo ha fermato i lavori nelle acciaierie di Gerasimenko e ha congelato i conti correnti riconducibili al magnate, che è il maggiore azionista di Pallacanestro Cantù. Il mondo del basket lombardo e nazionale, ora, si interroga sul futuro della storica società. Lo stesso patron ha dichiarato di non poter continuare a gestire il club ed è disposto a mettere sul mercato, a costo zero, la sua partecipazione azionaria.

Nubi fosche sul proseguo della stagione?

Con la “Red October” dichiarata, di fatto, in bancarotta in patria cosa sarà ora della pallacanestro a Cantù? Se lo chiede tutto il mondo del basket italiano e, in particolare, la rivali storiche come Milano e Varese, ma anche società lombarde che in serie A militano da alcuni anni come Cremona e Brescia. La Pallacanestro Cantù, fondata tra il 1936 e il 1937, è approdata in serie A nel 1953. Conquista il primo scudetto nella stagione 1967/68, ma l’epopea canturina si apre a cavallo degli anni Settante e Ottanta: con Aldo Allievi come dirigente e Arnaldo Taurisano in panchina. Un duo che porterà Cantù ai massimi livelli sia in Italia che in Europa.

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Il palmares della Pallacanestro Cantù

Il palmares di Cantù parla di tre scudetti e due supercoppe vinte in Italia. In campo europeo, invece, i brianzoli si sono aggiudicati due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali, vincendo per ben 4 volte sia la Coppa Korac che la Coppa delle Coppe. Hanno vestito la sua canotta giocatori italiani che hanno scritto pagine di storia del basket come Pierluigi Marzorati, Fabrizio “Ciccio” Della Fiori, Carlo “Charlie” Recalcati, Antonio Farina, Renzo Tombolato, Bob Lienhard, Franco Meneghel e Mario Beretta.