Affetta da rarissima malattia, la scuola la adotta. La scuola media statale Galileo Galilei di Cesano Maderno ha accolto Dalia, 16enne con gravissimi disturbi del neurosviluppo.

Affetta da rarissima malattia, la scuola la adotta

“Ragazzi, oggi ricevete un grande dono”. Il primo giorno di scuola, a settembre, i docenti hanno introdotto così, alla scuola secondaria di primo grado Galilei del Molinello, Dalia. Sedici anni, affetta da una sindrome rarissima e gravissima che provoca disturbi del neurosviluppo, è arrivata dalla scuola speciale di Seregno, che ha frequentato dal 2011 allo scorso giugno. Il suo passaggio alla scuola media di via San Marco ha scombussolato tutti. “Non avevamo mai affrontato prima una situazione così complessa”, dice Paola Di Martino, la referente dell’area Inclusione.

La lezione dei compagni di classe

Quella che all’inizio è sembrata a tanti una sfida difficile da vincere, si è rivelata ben presto una meravigliosa opportunità. I sedici compagni di classe sono stati fondamentali. Vinte le ritrosie e le paure iniziali, ora fanno a gara per accogliere Dalia all’ingresso della scuola, accompagnarla mano nella mano in classe, aiutarla ad appendere il giubbino e guidarla al suo banco. All’intervallo non la lasciano mai sola e non c’è giorno che qualcuno non le consegni un disegno pieno di affetto. Tanto che “se Dalia è assente, la nostra classe è incompleta”, dicono. “All’inizio dell’anno – confida la coordinatrice di classe, Adele Musto – temevo che Dalia potesse essere esclusa o, peggio, vittima di bullismo. I ragazzi, invece, ci hanno dato una lezione meravigliosa: «Lei è come tutti noi», ci hanno detto quando hanno iniziato a familiarizzare con il suo silenzio e i suoi gesti. Hanno costretto noi adulti a ribaltare i nostri parametri e ci hanno invitato a muoverci su binari più liberi”.

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La mamma: “Mia figlia a scuola si sente amata”

Per la mamma, il passaggio di Dalia dalla scuola speciale di Seregno alla secondaria statale di primo grado di Cesano Maderno è stato preceduto da notti insonni e grandi tormenti. “Volevo darle la possibilità di stare con ragazzi della sua età, suoi coetanei normodotati, in una struttura che non fosse per disabili”. Le paure sono continuate anche dopo il trasferimento. “Temevo fosse presa di mira. Non mi sembra vero che, invece, vada tutto benissimo. Mia figlia, a scuola, si sente amata”.

La storia di Dalia e del suo cammino di inclusione a scuola sul Giornale di Seregno in edicola da ieri, martedì 27 novembre.