Duemila euro di ricompensa a chi le riporterà a casa la sua Cherry.
Non si perde d’animo la 32enne camparadese Laura Colaianni toelettatrice per cani e gatti.

Cherry scomparsa nel dicembre del 2016 dopo un furto

A più di 16 mesi dalla scomparsa del suo Chihuahua a pelo lungo, la padrona, attraverso le pagine del nostro giornale, ha voluto rilanciare un accorato appello per ritrovare la pelosetta smarrita.

Una vera e propria odissea quella che sta vivendo la donna, residente in via Unità d’Italia a Camparada insieme ad altre sette cani, a partire da quel maledetto 16 dicembre del 2016 quando i ladri svaligiarono la sua abitazione.

Rubate catenine d’oro e pc

I malviventi, oltre a portarle via il Pc e diverse catenine d’oro, si impossessarono anche di Cherry che, proprio a seguito del furto, sparì dalla loro abitazione.

Cherry è di taglia piccolissima: pesa appena 1,7 kg per 25 cm circa di lunghezza. È a pelo medio/lungo con il muso e petto color panna, la schiena marroncino-grigia e le zampette marroncino chiaro, orecchie pelose grigie-marroncino, occhi neri. Segno particolare: le mancano i denti davanti.

L’appello dei padroni

“Ricordo ancora che quando rientrai in casa dopo il furto, trovai le luci accese e i cassetti rovesciati per terra – ha raccontato la donna – Allora corsi subito in taverna per vedere come stavano i miei cani, ma Cherry non c’era più. L’ho cercata dappertutto, ma ad oggi, non capisco se se la sono portata via quei delinquenti oppure se è scappata dalla paura. Lei viveva con noi in casa, raramente stava in giardino. Io vivo nell’angoscia più totale da oltre un anno e mezzo. La piccola stava con noi da 8 anni, praticamente da quando è nata, era parte integrante della famiglia e il vuoto che ha lasciato è enorme. Nel 2015 era stata colpita anche da un grave Ictus e da allora è costretta a prendere pastiglie salvavita”.

Da qui è partito l’appello che Colaianni ha lanciato, nel giro di questi mesi, porta a porta e sui vari gruppi Facebook e Whatsapp.

In campo anche i cani molecolari

La sua padrona le ha provate tutte. Dalle ricerche, agli appelli, senza dimenticare di istituire una taglia davvero importante. Nulla da fare.

Non sono mancate, in questi mesi, ricerche personali e in gruppo, con le forze dell’ordine, presso veterinari e canili, comunicati alle testate giornalistiche e agli emittenti televisive, persino ricerche con i cani molecolari.

Sui social media il volto e la storia di Cherry sono note e ormai diventate virali.

Alcune tracce di Cherry portano a Casatenovo

“Ci siamo anche affidati ai cani molecolari dell’unità cinofila di Genova – ha continuato Colaianni – Alcune tracce di Cherry portano ad un complesso di abitazioni di Casatenovo. Abbiamo provato ad informarci, ma nulla”.

Laura è convinta che sia ancora viva, probabilmente accolta in qualche famiglia del territorio o anche più lontano. Offre una ricompensa di 2 mila euro per chi riporterà Cherry nella famiglia d’origine o fornirà indicazioni utili per risalire alla cagnolina, garantendo la totale riservatezza.

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L’appello ai veterinari della zona

La padrona di Cherry ha anche voluto lanciare un appello ai veterinari della zona.

“Tuttavia, ciò che preoccupa maggiormente non sono queste persone bensì alcuni veterinari, che sono tutt’altro che professionali. Per legge i veterinari qualora si presenti un nuovo “cliente” sono obbligati a controllare il microchip ma molto spesso questo non accade. L’Ordinanza ministeriale contingibile ed urgente concernente misure per l’identificazione e la registrazione della popolazione canina del 6 agosto 2008, ha ribadito all’art. 1, comma 7, l’obbligo dei medici veterinari pubblici e liberi professionisti di provvedere alla verifica dell’identificativo (rectius del microchip a partire dal 1 gennaio2005, ai sensi dell’art. 4, c. 1, D.P.C.M. 28 Febbraio 2003) al fine di assicurare l’adempimento da parte dei proprietari all’obbligo di identificazione e registrazione dei propri cani. Tanto l’omissione della registrazione, quanto della verifica dell’identificativo da parte del veterinario, è soggetta a sanzioni amministrative disposte dalle rispettive leggi regionali. Lo stesso codice deontologico dei medici veterinari dispone all’art. 24 che il medico debba ottemperare alla legge che preveda l’obbligo di verifica dell’identificazione. Inoltre, i medici veterinari che non eseguono questi controlli, forse per poca attenzione o forse per puro disinteresse, agevolano chi impropriamente detiene un animale di proprietà di qualcun altro. (dico tutto questo perché in più di un anno è impossibile che Cherry non sia mai stata in visita da un veterinario anche per i semplici vaccini annuali) é diritto di ogni essere vivente poter stare con la propria “famiglia” e a noi questo diritto è stato tolto!”

In campo anche l’Enpa

Da qualche settimana anche la sezione di Monza dell’Enpa prova a darle una mano. Con il suo nutrito gruppo di volontari e amplificando ancora di più la notizia.

“Chiunque sa qualcosa sulla mia Cherry ma ha paura di avere ripercussioni può mettere una lettera anonima nella cassetta della posta dell’Enpa di Monza”, ha concluso Colaianni.

Contatti: email: cherry.rescue@yahoo.com / tel: 348-0986951 / Facebook: Scomparsa Cherry Riportiamola a casa.