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Purtroppo è successo ancora. Un altro bimbo – e sono nove i casi negli ultimi 20 anni in Italia – è morto in auto perché dimenticato sul seggiolino. Il dramma a Catania.

Bimbi dimenticati in auto: è successo ancora

Questa volta la tragedia si è verificata a Catania. E’ giovedì pomeriggio e il papà di Leonardo, due anni appena, è al lavoro come ogni giorno. Poco prima delle 15 squilla il telefono. E’ la moglie che,  arrivata all’asilo, ha scoperto che il piccolo non c’è.

Solo in quel momento papà Luca si rende conto del dramma.

Il resto è una pagina già scritta, purtroppo. La corsa disperata in ospedale dove, per oltre 30 minuti, i medici fanno di tutto per salvare la vita al piccolo Leonardo. Ma le sue condizioni sono già compromesse. Non ce la farà.

Il piccolo, infatti, ha trascorso più di 5 ore nella vettura del padre, diventata una trappola rovente sotto al sole di metà settembre, mentre fuori la temperatura sfiorava i 34 gradi.

Troppe vite spezzate

Il dolore della famiglia siciliana si aggiunge così a quello di altre famiglie, che negli ultimi 20 anni, hanno attraversato la stessa tragedia.

Solo per citare la più vicina al nostro territorio nessuno può dimenticare il dramma di Merate. Era il 30 maggio 2008 quando un’insegnante residente a Robbiate e mamma di tre figli si mette in macchina per andare a scuola. Con lei c’è anche la figlia di due anni, che dalla baby sitter non arriverà mai. Rimarrà agganciata al seggiolino fino alla fine dell’orario di lavoro della mamma e non sopravviverà.

Ma la cronaca ci parla anche della piccola Gioia, 17 mesi, dimenticata il 1 giugno del 2015 a Vicenza. Di Luca, 2 anni, dimenticato sul seggiolino auto dal papà a Piacenza. E ancora Jacopo, 11 mesi, morto nel 2011 vicino a Perugia. Elena, 22 mesi, morta nello stesso anno a Teramo.

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A che punto siamo con le norme

Un elenco tristissimo che deve essere fermato. Dopo la tragedia del piccolo Leonardo a Catania, infatti, si è tornati a discutere sulla norma che impone in Italia l’uso di seggiolini salva-bebé. Una norma approvata ma che non è ancora operativa in assenza del regolamento attuativo.

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Dopo l’ultima tragedia si accelera per l’obbligo

Nelle ultime ore però la ministra dei Trasporti Paola De Micheli ha assicurato che a fine settembre, dopo il via libera del Consiglio di Stato, i salva-bebè saranno legge, scongiurando così, si spera, altre morti.

Alcune accortezze

Intanto, lo ricordiamo, ogni genitore può usare alcuni piccoli accorgimenti che possono essere utili per scongiurare altre tragedie simili.

A spiegarceli era stato, qualche mese fa, Mirko Damasco dell’associazione nazionale (con sede in Brianza) Salvagente, da sempre è impegnata nella prevenzione e protezione dei bambini a 360° gradi.

“In primis, una semplice chiamata mamma/papa’: prendete l’abitudine di telefonarvi a un certo orario al mattino per chiedervi se è andato tutto bene all’asilo”.

Un altro accorgimento è quello di prendere l’abitudine di appoggiare sul sedile posteriore a fianco al seggiolino, tutto ciò che si ha in mano. “Prima o poi lo andrete a cercare”. Si può inoltre valutate l’acquisto di un sistema anti abbandono, così come l’utilizzo della app Waze come navigatore che alla fine del viaggio avvisa con un allarme della presenza del bimbo.

“Infine un Appello agli asili – hanno concluso – Prendete l’abitudine di chiamare i genitori dei bambini assenti. Ci vuole poco, salva vite”.

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