Ceme di Carugate: si lotta contro i licenziamenti

Ceme di Carugate in crisi

E’ davvero una lotta contro l tempo per salvare le sorti della Ceme di carugate. I dipendenti dell’azienda, 97 lavoratori in catena di montaggio di cui 63 donne, si sono visti recapitare via email, lo scorso 5 giugno, la lettera di licenziamento. Un fulmine a ciel sereno per i lavoratori che fino al giorno prima avevano lavorato senza nessun segnale di criticità.

Azienda leader

Ora c’è tempo fino al 21 di agosto per bloccare la procedura di licenziamento avviata dall’azienda. La Ceme è leader nella produzione di elettrovalvole per la distribuzione del caffè con stabilimenti a Carugate, Trivolzio e Tarquinia, oltre che una sede in Cina, per un totale di 400 dipendenti circa.

Dipendenti troppo giovani per la pensione

C’è grande apprensione dunque per la sorte dei dipendenti di Carugate che hanno tutti un’età compresa tra i 35 e i 40 anni e sono per la maggior parte donne.

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La proposta dell’azienda

Per placare la protesta delle lavoratrici, i vertici della Ceme hanno proposto «il trasferimento di 30 dipendenti ai terzisti e di altri 14 nello stabilimento di Trivolzio». Ma a una condizione: tutti devono firmare la lettera di licenziamento. Una proposta giudicata «irricevibile», anche dai sindacati che si stanno occupando in queste ore della questione e che chiedono tempo per trovare una soluzione.

Le istituzioni si muovono

Nel frattempo ci si muove anche a livello istituzionale. Il sindaco di Carugate Luca Maggioni è stato ricevuto dal ministro dello Sviluppo economico Calenda proprio per discutere della sorte dei lavoratori delle Ceme. Intanto i rappresentanti sindacali Rsu hanno avuto un colloquio al Pirellone e con Assolombarda, le lavoratrici hanno scritto alla presidente della Camera e una delegazione è stata ricevuta in questi giorni dalla stessa Laura Boldrini.