Il caso Bramini – l’imprenditore monzese dichiarato fallito nonostante un credito di 4 milioni di euro verso lo Stato – diventa un libro. I proventi potrebbero sanare parzialmente una grande ingiustizia italiana.

Fallito per colpa dello Stato: il caso Bramini diventa un libro

Lunedì 10 dicembre alle 15, all’Hotel Nazionale di Roma (piazza Montecitorio 131) verrà presentato il volume “Il caso Bramini: un’ingiustizia di Stato”. 

La vicenda dell’imprenditore che tutti i brianzoli hanno imparato a conoscere negli ultimi mesi, è stata quindi racchiusa in un libro. Quanto raccolto con la vendita sarà interamente devoluto al monzese per consentirgli di rientrare in possesso della sua abitazione in via Sant’Albino a Monza.

caso Bramini

Il ricavato per ricomprare la casa

Per l’occasione saranno presenti i quattro autori: gli avvocati Monica Pagano e Biagio Riccio, l’imprenditore Giovanni Pastore e Giacomo Di Gennaro. Ma anche Alessandro De Giuseppe, inviato della popolare trasmissione televisiva Le Iene, che si è occupato della prefazione. E’ attesa, inoltre, la presenza del ministro del Lavoro e dello Sviluppo EconomicoLuigi Di Maio.

Proprio Di Maio aveva fatto visita all’imprenditore monzese poche ore prima dello sfratto e gli aveva fatto una promessa.

Il ricavato del libro – che da lunedì sarà disponibile on line e nelle librerie al prezzo di 12 euro – verrà quindi interamente devoluto a Sergio Bramini per consentirgli di ricomprarsi casa. “Ma la speranza – sottolinea l’avvocato Monica Pagano – è che serva anche a sensibilizzare ulteriormente l’opinione pubblica e la politica, affinché non si ripeta più un dramma che ogni anno, nel silenzio generale, miete centinaia di vittime”.

La vicenda

Per far fronte ai mancati pagamenti delle pubbliche amministrazioni (4 milioni di euro) e non dover licenziare i suoi 32 dipendenti, Bramini – titolare di un’azienda attiva nella gestione rifiuti – aveva deciso di ipotecarsi la casa. Ma nel 2011 è stato dichiarato fallito.

Lo sfratto

Il 18 maggio di quest’anno, quindi, è stato sfrattato con la forza dalla sua abitazione. Una giornata rimasta indelebile nella mente dei tantissimi monzesi che hanno dimostrato e continuano a dimostrare solidarietà alla causa dell’imprenditore. Ad esempio attraverso la petizione online lanciata dal Gruppo Facebook monzese EasyMonza: “Non portate via la casa a Sergio Bramini; uno Stato forte con i giusti, che non vorremmo”

QUI IL VIDEO DELL’IRRUZIONE IN CASA

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Il 22 novembre la sua villa è stata battuta all’asta. Ad aggiudicarsela è stato un imprenditore cinese che, una volta appresa la storia di Sergio, si è detto disponibile a ritirare l’offerta a patto di non dover pagare di tasca sua la penale da 50mila euro.  Proprio a questo sono destinati i proventi del libro.

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