Una storia che ha dell’incredibile e che è stata resa possibile dall’immensa professionalità dell’ospedale di Monza. Due gemelli sono nati a sessanta giorni di distanza, addirittura in due anni diversi. Alessandro e Andrea hanno due segni zodiacali diversi, uno è nato nel dicembre del 2018, l’altro nel febbraio del 2019, ma hanno in comune la grinta con cui ce l’hanno fatta a sopravvivere. Hanno mandato in tilt la burocrazia, perché in Comune hanno dovuto creare una dicitura particolare all’Anagrafe solo per loro. E hanno conquistato un posto speciale nella letteratura medica.

La storia

Mamma Lucia è stata la coraggiosa protagonista di un piccolo miracolo che è iniziato proprio sotto Natale quando è stata trasferita nel Reparto di ostetricia della Fondazione Monza e Brianza per il Bambino e la sua Mamma, all’Ospedale San Gerardo di Monza. Qui la hanno seguita le equipe eccezionali di Patrizia Vergani, direttore di Ostetricia e Paolo Tagliabue, direttore di Neonatologia e Tin. Ma un supporto speciale è stato anche quello delle ostetriche, capitanate da Michela Bracchi. Tutti hanno fatto la loro parte, anche se un ruolo decisivo lo ha avuto la stessa Lucia, sostenuta dal marito Sergio. “Ho rotto il sacco di Alessandro alla ventiquattresima settimana, abbiamo cercato di guadagnare un po’ di tempo, ma il 24 dicembre era già incanalato ed è nato”, ha raccontato la mamma. Non un parto semplice, anzitutto perché il bimbo era podalico. Ma qui è entrata in scena la professionalità dell’ospedale monzese. “L’elemento decisivo è stato creare un parto dolce, per far nascere un bimbo ma consentire all’altro di crescere ancora un po’. La natura ci ha dato una mano, consentendo alla placenta di rimanere al suo posto”. Poi ogni giorno è stato una conquista e forse nessuno si sarebbe aspettato che il secondo bimbo, Andrea, riuscisse addirittura a restare nell’utero della sua mamma altri sessanta giorni.

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Il ruolo della Tin

Il primo gemellino, nato di poco più di 700 grammi, era altamente prematuro e fondamentale per la sua sopravvivenza è stato essere seguito nella Terapia Intensiva neonatale di Monza, una delle migliori d’Italia. Qui è riuscito a vincere tante piccole battaglie, arrivando oggi a pesare quasi tre chilogrammi, raggiungendo il peso del fratellino. “E’ una storia inusuale, ma che possiamo definire bellissima per come è finita. Non ci sono stati momenti semplici e il piccolo dovrà essere ancora seguito, ma gli scogli principali sono superati”, ha spiegato Tagliabue. “Voglio ringraziare l’ospedale per la professionalità e l’umanità. Adesso inizia la vera avventura!”. In bocca al lupo a questa mamma e ai suoi due capolavori, divisi da un anno, ma uniti per sempre!

Tutta la storia sul Giornale di Monza in edicola martedì.