Hospice e sedazione palliativa a Giussano: come morire dignitosamente.

Hospice giussano

Legge 38 e sedazione profonda continua

Hospice e sedazione palliativa a Giussano: come morire dignitosamente. La scomparsa di Marina Ripa di Meana ha riportato l’attenzione sulla legge 38, ancora poco conosciuta, e la sedazione profonda continua, che garantisce l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore, quando la persona è giunta naturalmente al termine della vita e i farmaci non hanno alcun effetto sulla patologia. A spiegare nei dettagli la legge e l’uso della sedazione palliativa, come metodo per controllare la sofferenza, ci ha pensato il primario dell’hospice di Giussano, Matteo Beretta.  La struttura di via Milano è diventata un punto di riferimento per molti malati. Il primario dell’hospice ha spiegato come si può morire dignitosamente,  controllando la sofferenza, ma  ha anche spiegato la differenza con l’eutanasia e il suicidio assistito. “La sedazione terminale si pratica solo quando il sintomo è refrettario alla terapia e aiuta il paziente a non soffrire. Diverso è  l’eutanasia o il suicidio assistito (praticato in Svizzera), che mirano a far morire il paziente e non sono consentiti”, ha ribadito.

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Sul Giornale di Carate, questa settimana, è stato pubblicato un ampio servizio con tutti i dati e l’intervista.

Hospice di Giussano

L’Hospice di Giussano è un fiore all’occhiello del territorio con 19 posti letto e un tasso di occupazione tra i più alti della Regione. Nel 2015  l’hospice di Giussano aveva registrato 407 ricoveri, nel 2016 520 e nel 2017 519.  La struttura si sta inoltre attrezzando per diventare un polo di riferimento e di formazione sulle cure palliative, grazie ad un nuovo progetto che si sta per avviare, finanziato da un benefattore locale. L’hospice di Giussano è diventato un modello  in qualità di servizi, compreso quello dell’assistenza palliativa  a domicilio, di servizio ambulatoriale e di consulenza ospedaliera di grande supporto per i malati e i loro cari.