Milano Meda ancora nell’occhio del ciclone. Stavolta è il Codacons a intervenire e chiedere che quattro ponti vengano chiusi per 30 giorni al traffico pesante.

Il Codacons e i ponti sulla Milano Meda

Dopo le tante polemiche politiche anche il Codacons, associazione che difende i consumatori, interviene per chiedere che quattro ponti sulla Milano Meda vengano chiusi per 30 giorni al traffico pesante per consentire “ai tecnici di provvedere alle necessarie verifiche sullo stato e la sicurezza delle strutture”. Continuano insomma gli strascichi seguiti alla tragedia del ponte Morandi a Genova.

Un lavoro che secondo il Codacons dovrebbe essere compiuto dal “Genio militare, non dai privati, per realizzare a stretto giro le verifiche necessarie insieme ai gestori, così da minimizzare l’impatto sul traffico”.

Una richiesta che si accompagna a una diffida al prefetto di Monza e Brianza e a quelli delle altre Province (Lecco, Como e Milano) dove ci sono ponti che potenzialmente necessitano di verifiche.

Detto questo va precisato che dei quattro ponti della Milano Meda presi di mira dal Codacons uno è già chiuso al traffico (a Bovisio Masciago) e su di un altro (a Binzago di Cesano Maderno) vige il divieto al traffico pesante, quindi sarebbero due quelli da chiudere temporaneamente ai mezzi pesanti per le opportune verifiche. Verifiche che peraltro l’Amministrazione provinciale di MB sta portando avanti, come ricorda in un intervento il consigliere regionale del Partito democratico Gigi Ponti, che polemizza con il deputato dei 5Stelle Davide Tripiedi.

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Gigi Ponti: “La Provincia ha già dato”

Gigi Ponti, consigliere regionale del Partito democratico

Intervenendo sull’argomento il consigliere regionale del Partito democratico Gigi Ponti ha rimarcato che “la Provincia ha già dato, ora tocca alla Regione”

“Continuo a leggere – scrive Ponti – interventi a sproposito e ingiuste accuse rivolte alla Provincia di Monza Brianza e al suo presidente, addirittura da parlamentari come Davide Tripiedi, mentre dovrebbe essere chiaro a tutti che l’unico soggetto esente da responsabilità è proprio l’amministrazione provinciale”.

“Chi invece non è esente da responsabilità – prosegue Ponti – è la Regione Lombardia che, per tanti anni e finora infruttuosamente, ha gestito il progetto di Pedemontana, un’opera che doveva essere finita nel 2015, prima di Expo”.

“Tutti ormai sanno – conclude il consigliere dem – che la Milano-Meda, una delle strade più trafficate del nord Italia, deve essere rifatta in forza ad un progetto di Pedemontana, rivisto alla luce delle giuste richieste dei Sindaci. L’unico Ente che ha fatto ciò che era nelle sue disponibilità è stata proprio la Provincia e Roberto Invernizzi, abituato a tacere e a lavorare, deve essere aiutato per le responsabilità che si prende tutti i giorni nel gestire un problema che altri avrebbero dovuto risolvere”.