“Non si può continuare a morire di lavoro”. Nuova presa di posizione delle organizzazioni sindacali contro le tante morti bianche di queste ultime settimane.

“Non si può continuare a morire di lavoro”

Dopo la presa di posizione di Cgil, Cisl e Uil della Brianza i sindacati confederali si sono mossi anche a livello regionale con un comunicato in cui prendono una posizione forte, in attesa del presidio già programmato per lunedì 11 marzo

Questa settimana altri due infortuni in Lombardia, di cui uno mortale. Un operaio di 55 anni è rimasto schiacciato sotto un muletto ed è deceduto, mentre un altro è precipitato all’interno di un’officina meccanica riportando gravi ferite.

Tra la Brianza e la Bergamasca ben sei vittime

La scorsa settimana, ricordiamo, erano state quattro le vittime del lavoro in Brianza e nella Bergamasca solo qualche giorno fa un operaio è rimasto intrappolato in un’impastatrice e a seguito delle ferite riportate è poi deceduto. Alle famiglie di tutte queste persone va il cordoglio e la solidarietà delle Organizzazioni sindacali, “ma si impone la necessità di capire cosa fare e come impedire questi drammatici eventi”.

“Non si può continuare a morire di lavoro in questo Paese”

“Tutto questo accade – sottolineano gli esponenti regionali di Cgil, Cisl e Uil – nel silenzio generale e, ancora più grave, nel provvedimento del Governo che taglia 150 milioni all’anno le risorse Inail destinate alla prevenzione e alla formazione, o, peggio ancora, consentendo all’Inail stesso di rivalersi anche nei confronti dei lavoratori sugli indennizzi concessi, oltre che sui responsabili e sulle imprese che hanno causato l’infortunio. Ancora una volta saranno solo le lavoratrici e i lavoratori a pagare”!

“Al contrario Cgil, Cisl e Uil e Confindustria hanno recentemente sottoscritto un accordo di attuazione del ‘Patto per la fabbrica’ in ambito salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, che vuole dare proposte concrete, precise e soprattutto attuabili su questi temi”.

Le regole vanno rispettate

I sindacalisti continuano rimarcando che “bisogna continuare a pretendere che le aziende rispettino le regole, intensificare la formazione per la sicurezza sui luoghi di lavoro e aumentare i controlli, quindi è necessario uno sforzo da parte di tutti, datori di lavoro e organi di controllo in testa.

“Alle istituzioni a tutti i livelli chiediamo un preciso impegno per affrontare in modo deciso ed efficace la questione, a partire da Regione Lombardia a cui chiediamo il rispetto degli impegni presi lo scorso anno in occasione del Piano Straordinario per la Prevenzione, resosi necessario dai gravi e ripetuti incidenti occorsi.

“Altrettanto importante è dar vita in tutte le realtà ai Piani mirati per la Prevenzione, o renderli esigibili, troppo spesso soggetti a ritardi incomprensibili. Fondamentale è procedere a verificare l’adeguatezza della formazione erogata ai lavoratori, quando effettuata, che non può e non deve limitarsi a “formalità”. Come spiegare altrimenti il ripetersi di cause di infortunio note da decenni?

“Attuazione concreta degli strumenti e forte determinazione di tutti i soggetti coinvolti! – concludono i sindacalisti – Basta morti sul lavoro!