I tablet del referendum nei centri d’impiego.

Via libera dal Pirellone

Cinquemila tablet del referendum o più tecnicamente 5000 “voting machine” utilizzate per il referendum sull’autonomia della Lombardia dell’ottobre del 2017 verranno destinati ai centri d’impiego presenti sul territorio. Il via libera è arrivato questa mattina in Consiglio regionale. L’Aula ha approvato all’unanimità una mozione presentata da Monica Forte del Movimento 5 Stelle.

Tablet “fermi” in magazzino

I tablet del referendum erano “fermi” in magazzino, da qui la proposta di destinarli ai centri d’impiego. “Viene premiato il lavoro di mesi fatto con il supporto dei miei collaboratori – ha osservato Forte – Tutto è nato da una richiesta di accesso agli atti  dove eravamo venuti a conoscenza che i voting machine erano inutilizzati. Allo stesso tempo avevamo raccolto le segnalazioni dei responsabili dei centri d’impiego alle prese con problemi di macchinari e strumenti di quel tipo”.

Destino travagliato

Destino travagliato quello dei tablet usati per il referendum. Destinati alle scuole, alcuni istituti ne avevano lamentato il mancato arrivo, mentre in altre occasioni alcuni dirigenti scolastici avevano lamentato il loro stato un po’ obsoleto e di fatto ne avevano contestato l’effettiva utilità pratica per rispondere alle esigenze delle scuole e dei docenti d’informatica piuttosto che dei docenti per il registro di classe elettronico.