Una nuova Asst della Brianza con gli ospedali di Vimercate, Merate e Desio: è un riflessione articolata quella compiuta da Angelo Baiguini soprattutto in vista della prossima  Conferenza dei sindaci della Brianza con la Regione Lombardia che è in programma per il 5 dicembre. Una riflessione che Pubblichiamo integralmente.

Una nuova Asst della Brianza

Martedì scorso il Consiglio regionale ha approvato il provvedimento che di fatto ricolloca gli ospedali di Menaggio e quello di Angera nei rispettivi ambiti territoriali dell’Asst Lariana e di quella dell’Insubria.

Una notizia che in apparenza potrebbe non riguardarci. Ma in realtà è un passo molto importante, trattandosi delle prima modifica alla legge 23 di Riforma del sistema sociosanitario regionale. In pratica, il Consiglio regionale ha corretto i confini delle Asst, che così come erano stati istituiti avevano creato più disagi che vantaggi.

E’ più o meno la stessa cosa che chiedono i sindaci della Provincia di Monza e in particolare i componenti del Comitato Ovest Brianza, visto che l’attuale azzonamento dell’Asst, che ha conferito l’Ospedale di Desio con il San Gerardo di Monza, ha generato disagi per i cittadini e disfunzioni per la sanità in generale. Oltre ad un inevitabile “impoverimento” del nosocomio desiano.

La “revisione dei confini”

I nostri “vicini” della Provincia di Monza hanno così deciso di rimettere mano ai confini delle Asst, (Aziende socio sanitarie territoriali) e alla collocazione dei relativi ospedali.

La discussione vede coinvolti illustri esponenti del Governo della Lombardia, a partire dal vice governatore Fabrizio Sala (Forza Italia), il consigliere regionale e vice capogruppo Andrea Monti della Lega, il presidente della Commissione Sanità Emanuele Monti (Lega), e il consigliere del Movimento 5 Stelle Marco Fumagalli, tutti con un unico obiettivo: rivedere i confini delle Asst. A sollevare il problema erano stati la scorsa estate alcuni sindaci del territorio che fa riferimento l’Ospedale di Desio, di fronte a una razionalizzazione di servizi che finisce  inevitabilmente con il penalizzare il presidio sanitario di Desio a favore del blasonato San Gerardo di Monza. Più o meno quello che succede da anni tra l’ospedale di Lecco nei confronti di quello di Merate.

La questione è talmente sentita che si è addirittura costituito il Comitato Ovest Brianza, composto da personaggi autorevoli, che si pone come obiettivo principale quello di sganciare l’Ospedale di Desio dal San Gerardo di Monza, e riportarlo, come in passato, nell’Asst di Vimercate.

Sulla questione si sono già espressi in molti, tra questi il vice presidente Sala che al riguardo ha detto che “al massimo entro un anno saranno modificati in confini delle Asst in Brianza in una logica funzionale e non politica”. Il vice governatore è convinto però che l’Ospedale di Desio non possa stare che con il nosocomio di Seregno, al quale si aggiungono poi per contiguità territoriale quello di Carate e Giussano.

Il quinto Ircss pubblico della Lombardia

Un’altra proposta interessante giunge dal consigliere regionale dei 5 Stelle Marco Fumagalli, ed è quella di trasformare in Irccs (Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico) il prestigioso Ospedale San Gerardo di Monza. “Il polo di Monza – ha sostenuto Fumagalli – merita di diventare il quinto Ircss pubblico della Lombardia, una qualifica che merita da tempo per tutte le attività svolte nel campo della ricerca e dell’insegnamento universitario, ma anche di creare una reale sinergia con un territorio noto per l’alta laboriosità e l’elevato livello tecnico raggiunto”. In questo modo l’ospedale di Monza diverrebbe autonomo e non sarebbe costretto “convivere” con altri presidi ospedalieri.

Sempre Fumagalli martedì scorso ha presentato un emendamento in Consiglio regionale, chiedendo che l’Ospedale di Desio venisse sganciato da quello di Monza dal primo gennaio prossimo ricollocandolo nell’Asst di Vimercate, com’era prima della riforma. L’emendamento è stato però bocciato.

“La ripartizione delle competenze all’interno dell’Ats Monza e Brianza – ha detto Fumagalli commentando la bocciatura – deve essere assolutamente rivista. Purtroppo è stato impossibile. In compenso in assessorato Welfare si è aperto un tavolo di discussione che valuterà la corretta delimitazione territoriale delle Asst di Monza e Vimercate”.

A dimostrazione di quanto la questione sia politicamente trasversale c’è l’intervento del consigliere regionale del Pd Gigi Ponti, il quale sempre dopo la seduta del Consiglio di martedì, si è affrettato a dire che: “grazie a un nuovo ordine del giorno che ho presentato e alla disponibilità del collega Andrea Monti (Lega) e dell’assessore alla Sanità Gallera (Forza Italia), Regione Lombardia ha recepito l’invito a discutere con l’Assemblea dei sindaci la revisione dei confini delle Asst di Monza e Brianza entro sei mesi…”.

Nel frattempo Andrea Monti della Lega in accordo con il capogruppo della Lega in Regione Roberto Anelli e con Emanuele Monti (Lega), presidente della Commissione Sanità aveva già annunciato di essere al lavoro per organizzare un “tavolo aperto a tutti i consiglieri regionali della Brianza – per usare le sue parole – disposti a lavorare su questo tema”.

Il rapporto tra il Manzoni e il Mandic

La vicenda ci insegna due cose. La prima che anche nella sanità come in mare, il pesce grande tende mangiare il pesce piccolo. Quello che inevitabilmente è accaduto all’Ospedale di Desio con l’annessione al San Gerardo, non è altro che la stessa situazione venutasi a creare e mal sopportata tra l’Ospedale Mandic e l’Ospedale Manzoni di Lecco. La seconda è che siamo alla vigilia di una ridefinizione degli ambiti territoriali delle Asst che potrebbe dar vita a una “nuova” Asst della Brianza.

A questo punto sarebbe importante che al “tavolo aperto” prendessero posto anche i consiglieri regionali del lecchese. Il Meratese e il Casatese fanno parte a pieno titolo della Brianza e il San Leopoldo Mandic potrebbe svolgere un ruolo importante in una “nuova” Asst della Brianza, migliorando la logistica dei servizi e di conseguenza la qualità della sanità per i cittadini.

La storia recente ci ha dimostrato come Como e Lecco abbiano più cose in comune che Lecco e Merate. L’alleanza tra Confindustria Como con i cugini di Lecco sta dando soddisfazione a entrambi e l’imminente matrimonio tra Camera di Commercio di Como con quella di Lecco, stanno a indicare che rapporti e sinergie si sviluppano sull’asse Como-Lecco.

La città di Merate, collocata nel triangolo tra le provincie di Lecco, Bergamo e Monza sembra destinata a gravitare sempre più verso la Brianza vimercatese e monzese, che grazie ad una serie di motivi che ritengo qui inutile elencare – non ultimo l’arrivo della metropolitana a Vimercate – esercita un’attrazione sempre maggiore. Ci sono tutte le condizioni per la nascita della “nuova” Asst della Brianza con tre ospedali di primo livello: Merate, Vimercate e Desio, a cui si aggiungerebbero i presidi di Carate, Seregno e Giussano.

A tutto ciò va aggiunto il fatto, non certo secondario, che diversi comuni di una vasta area della provincia di Monza, una decina in tutto, tra cui Albiate, Besana, Renate, Veduggio, Macherio, Sovico… sono intenzionati a conferire la gestione dei servizi integrati alla persona  Retesalute, azienda pubblica con sede a Merate.  Non si può quindi che prendere atto che è in corso un naturale riequilibrio territoriale, in una logica di “preferenze” e comodità dei cittadini  fuori da logiche politiche e campanilistiche.

La Conferenza dei sindaci della Brianza con la Regione Lombardia

Direi che ci sono tutti gli ingredienti per ipotizzare nella riorganizzazione territoriale delle Asst un nuovo ruolo e un nuovo ambito (senza dimenticare che quando verrà riaperto il ponte di Paderno molti pazienti dell’Isola bergamasca torneranno a curarsi a Merate) per il nostro ospedale Mandic.

Ma non c’è però tempo da perdere. Infatti il 5 dicembre si riunirà la Conferenza dei sindaci della Brianza con la Regione Lombardia per avviare il dibattito che porterà alla ridefinizione degli ambiti territoriali delle Asst.

Sarebbe un peccato perdere questa occasione. Quantomeno pensiamoci…

Angelo Baiguini