“Blue Whale”: aperta una indagine della Procura  milanese. Il fenomeno shock  è stato al centro ieri del convegno del Corecom dedicato al cyberbullismo, sexting e web reputation. Il gioco dell’orrore che prevede una serie di prove, veri e propri riti autolesionistici, e che si chiude con il suicidio della vittima, sta facendo tremare anche i genitori italiani anche se i casi sono tutti da confermare. Quattro i possibili episodi che sono stati segnalati a Milano tanto che la Procura meneghina ha aperto una inchiesta.

Blue Whale

Il Blue Whale è un  “gioco” terribile che, attraverso 50 regole dettate da un “curatore”, spinge i giovani al suicidio. I giocatori sono di età compresa tra i 10 ed i 17 anni e in Russia, dove è nata quest’assurda competizione online, si contano finora 157 vittime, tutte minorenni

Riccardo De Corato

“Un fenomeno quello del Blue Whale testimonia che nella rete possano entrare indisturbate  persone deviate, che adescando ragazzi inducendoli a commettere atti lesionistici e addirittura il suicidio – Riccardo De Corato, ex vicesindaco e capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale in Regione Lombardia commentando l’indagine della Procura sui casi di Blue Whale  – La squadra costituita dal comando dei Carabinieri oggi a seguito dei fatti avvenuti potrà operare meglio con misure legislative ad hoc , come lo scambio di informazioni con tutti i paesi, perché spesso i domini sono registrati all’estero e molti operatori sono restii nel collaborare trincerandosi dietro la privacy . Regione Lombardia è conscia del fenomeno del cyberbullismo ed ha stanziando per l’anno in corso 300 mila euro per le scuole . Oggi insieme al Corecom si è tenuto un convegno sul fenomeno convinti che la prima sconfitta sia abbassare la guardia ”

Raffaele Cattaneo

“La Lombardia – ha sottolineato il Presidente del Consiglio regionale, Raffaele Cattaneo,- è stata la prima Regione ad intervenire sul fenomeno con una legge sul cyberbullismo, approvata a febbraio a larga maggioranza e seguita poi dal varo di una legge nazionale. Le leggi sono importanti ma non bastano, occorre una cultura. Noi abbiamo bisogno di costruire una società di cittadini consapevoli e capaci di svolgere un percorso educativo, perché senza una vera capacità educativa questo problema non potrà essere risolto solo con la repressione. Si tratta di una vera e propria piaga sociale”.

Il convegno

“Grazie al nostro sportello Help Web Reputation, attivo da tre anni esatti, siamo gli unici in Europa e in Italia a riuscire ad intervenire concretamente  nella rimozione di foto, video e altri materiali sensibili postati su Internet, risolvendo l’87% dei casi segnalati”, ha dichiarato la Presidente del Corecom Lombardia, Federica Zanella, che ha presentato i numeri dell’attività dell’organo di consulenza e di gestione della Regione in materia di comunicazione. Negli ultimi tre anni sono state contattate 204 scuole, attivati 500 corsi coinvolgendo oltre 24mila studenti. 

Cyberbullismo

E di cyberbullismo si parla sempre di più. E forse proprio grazie all’azione combinata di tutti i soggetti è aumentata anche la sensibilità al fenomeno, che sempre più spesso viene denunciato. Secondo una ricerca condotta da Demoskopea per il Corecom Lombardia nel 2014, tra ragazzi dai 15 ai 24 anni, la percentuale di giovani internauti cyberbullizzati era dell’8% mentre il 25% conoscevano amici che si erano imbattuti in questo problema. Una successiva ricerca di Osscom Cattolica nel 2016, e che comprendeva ragazzi più giovani dagli 11 ai 18 anni, ha evidenziato come ben il 32% degli intervistati ha dichiarato di essere stato vittima di atti nei 12 mesi precedenti, il 22% vittima di sexting.

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Gli interventi di Regione Lombardia

Il punto della situazione a tre mesi dal varo delle legge regionale è stato fatto dal consigliere regionale Fabio Pizzul, relatore della legge. “Entro i primi di luglio sarà pubblicato il bando per l’assegnazione dei 300mila euro stanziati per il 2017 e che verranno destinati, in parte, all’Ufficio scolastico regionale per la creazione delle rete di referenti antibullismo e in parte ai territori. Un intervento concreto – ha sottolineato Pizzul – che però non può esentarci da una maggiore responsabilità nell’uso dei social”. Un impegno affidato alla politica e sottolineato anche dai diversi esponenti presenti, tra cui il vice ministro all’Economia Luigi Casero, il Sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Maria Ferri, l’onorevole Mariastella Gelmini.

I testimonial

Testimonianze del fenomeno sono state portate in un video di Pierfrancesco Favino, in uno da Javier Zanetti (Vice Presidente Inter F.C), da Paolo Picchio, padre di Carolina, uccisa a 14 anni dal cyberbullismo che la vide inconsapevole vittima di filmati girati contro la sua volontà e contro il suo volere diffusi in rete.

L’OdG

Anche il mondo della informazione si mobilita a tutela della persona, come dibattuto in una tavola rotonda cui hanno partecipato il Presidente dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia, Gabriele Dossena, Camilla Bistolfi (Istituto Italiano per la Privacy), Ruben Razzante, docente di Diritto dell’informazione dell’Università Cattolica di Milano, Piermarco Aroldi, direttore OssCom e dall’ideatrice di Parole O_Stili, Rosy Russo. Un focus sugli interventi nei territori è stato approfondito con Marco Valerio Cervellini, responsabile della Polizia Postale, Luca Bernardo, Direttore Casa pediatrica dell’ospedale Fatebenefratelli, Paola Ferrari, Osservatorio nazionale sul bullismo, Savino Accetta, Presidente Associazione La Banda degli Onesti, Ivano Zoppi, Presidente Pepita onlus, Paolo Biotti, Associazione sportiva Fight1.