Distrugge e incendia l’auto dello zio dopo una lite in famiglia. La Polizia di Stato ha denunciato il nipote 34enne: con altre persone aveva anche preso a sassate la casa del parente.

Prima la lite a tavola

Gli investigatori del Commissariato di Sesto San Giovanni hanno chiuso nella mattinata di oggi, sabato, l’indagine “lampo” che ha portato alla denuncia dell’uomo protagonista della vicenda avvenuta nella serata di mercoledì 26 dicembre, a Santo Stefano, in via San Francesco d’Assisi. Tutto è nato da una “semplice” lite familiare, scoppiata all’interno della villetta dello zio del 34enne, che è degenerata. A scatenarla sono stati vecchi fatti e attriti tra parenti, italiani di origine rom, ma da tempo stanziali. Lo zio a un certo punto ha sbattuto fuori di casa il 34enne. E lui ha iniziato a pensare a come “vendicarsi”.

Poi la sassaiola contro le finestre di casa dello zio

Costretto a lasciare la casa dello zio, il 34enne – dopo aver radunato altre persone – come prima cosa avrebbe dato il via a una fitta sassaiola contro le finestre della casa dello zio.

Infine l’incendio della macchina del parente

Infine, non contento, la sua ira è stata rivolta contro la macchina del parente. Il 34enne è salito sul suo furgone e ha ingranato la marcia, puntando dritto contro l’auto dello zio, posteggiata in strada, danneggiandola seriamente. Poi, usando la benzina che aveva in una bottiglietta, ha dato fuoco al veicolo.

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Le indagini (non facili) della Polizia

Non è stato facile per il Commissariato sestese scalfire l’omertà familiare e la reticenza dei presenti. Ai poliziotti è toccato il compito di fare tutto da soli. Come prima cosa hanno rintracciato il furgone bianco del 34enne, che presentava dei vistosi danni alla carrozzeria. Ma come collegare il nipote anche all’incendio? La Polizia ha deciso di visionare le immagini di sorveglianza di tutti i benzinai presenti a una distanza di 5 chilometri da via San Francesco. E in uno dei distributori – alle 21.28 del 26 dicembre – il 34enne aveva riempito la bottiglietta con la benzina usata poco dopo per dare fuoco all’auto. Il  nipote non voleva ammettere le proprie responsabilità. Ma il video che lo ritraeva mentre faceva “il pieno” parlava da solo.