I versi di Fabrizio Bregoli incatano Villafranca di Verona. Il poeta di Cornate ha conquistato la settima edizione del concorso nazionale di poesia “Luciano Nicolis”.

Oltre cinquecento le liriche in gara

Grande soddisfazione per Bregoli, che ha conquistato il primo posto nel settimo concorso nazionale “Luciano Nicolis”, fondatore del Museo dell’auto, della scienza e della meccanica di rinomanza europea, concluso a Villafranca di Verona e la visto la presenza di concorrenti di quasi tutte le regioni con oltre cinquecento liriche. La qualificatissima commissione giudicatrice presieduta dal professor Gian Paolo Marchi, ordinario emerito di letteratura italiana e già preside all’Università di Verona, gli ha conferito il primo premio assoluto nella sezione a tema “Migrazione e accoglienza” per la poesia “Kabir”. Questa la motivazione, illustrata dal professor Pellegrini:

“Se qualcuno chiedesse a cosa serva la poesia, possiamo rispondere che serve, tra l’altro, a fare crescere la civiltà e la tolleranza, e ha il pregio di farlo in poche parole sintetiche ed efficaci, come in questa bella serie di versi sciolti. Una sequenza narrativa che sceglie di mantenere un tono studiatamente dimesso per sfuggire al rischio della retorica ma che sa di muoversi su una consapevolezza metrica solida, dove si alternano perfetti endecasillabi piani, tronchi e sdruccioli, chiusi da un perentorio settenario. È il ritratto un medico indiano, un immigrato, forte e saggio, sicuro nella propria umanità, capace di suscitare rispetto e misteriosa curiosità e di governare come un patriarca noi, poveri e miopi «padroni a casa nostra”.

Il poeta Bregoli ha ricevuto l’ambitissimo riconoscimento nel corso dell’affollata cerimonia conclusiva dell’evento culturale alla presenza del Procuratore capo della Repubblica, del Questore Ivana Petricca, di autorità istituzionali della provincia di Verona e una quindicina di sindaci del territorio.