Legionella: resta grave il paziente di Cesano Maderno. Gli altri tre pazienti ricoverati tra Desio e Monza sono in miglioramento.

Legionella: resta grave il paziente di Cesano Maderno

Nuovi aggiornamenti sulle condizioni cliniche dei quattro pazienti ricoverati in Brianza per la legionella. Si tratta di un 29enne bresciano e di un 43enne di Mantova ricoverati al San Gerardo di Monza. Sono invece ricoverati a Desio l’anziano di 89 anni di Desio e un 77enne di Cesano Maderno. Quest’ultimo è l’unico ad essere ancora in gravi condizioni, seppur stabili.

In base all’ultimo bollettino medico diffuso dai medici infatti per l’uomo resta necessaria la ventilazione meccanica e la prognosi rimane riservata.

In netto miglioramento invece gli altri tre pazienti: il ragazzo bresciano di 29 anni, ricoverato a Monza, resta connesso all’Ecmo ma le sue condizioni sono in miglioramento. Sta meglio anche il 43enne arrivato dall’ospedale di Mantova ma residente a Remedello Brescia. L’uomo, ricoverato al San Gerardo, verrà estubato nei prossimi giorni e non è più attaccato all’Ecmo. E’ stato infine trasferito dal reparto di Medicina a quello di Cure subacute dell’ospedale di Desio, l’89enne residente in città, anche lui in condizioni stabili.

Leggi anche:  Gli Instabili del Maria Letizia Verga debuttano al cineteatro Excelsior

I casi nel bresciano

Intanto, lo ricordiamo, è stata individuata la probabile causa dell’epidemia di casi di polmonite da legionella nel bresciano. Sono le torri di raffreddamento presenti nelle industrie che costellano il territorio l’indiziato numero uno nella diffusione del batterio che ha innescato il diffondersi a macchia d’olio di 191 casi di ricovero per polmonite ( quasi una ventina i Comuni con casi accertati, anche fuori provincia, a Mantova e Cremona).

Dalle analisi effettuate da ATS Brescia sono risultate positive alla legionella 9 delle 14 torri di raffreddamento presenti nelle industrie che costellano il territorio. CLICCA E APRI LA MAPPA INTERATTIVA (in rosso i Comuni nei quali si trovano le tre aziende da cui si sarebbe diffusa l’epidemia, in blu gli altri Comuni in cui si sono registrati casi di contagio)