Linkra-Compel, Cordon compra, ma licenzia 50 addetti. Nuova doccia fredda nell’annosa vicenda che riguarda centinaia di lavoratori degli stabilimenti di Agrate e Cornate.

In occasione di un incontro tenutosi ieri, giovedì 4 aprile, a Roma per la definizione dell’acquisizione di ramo d’azienda da parte della francesce Cordon,  la società d’oltralpe ha annunciato a sorpresa di essere interessata ad acquisire solo 97 dei 147 addetti ceduti da Linkra-Compel ad inizio 2017 con la formula dell’affitto di ramo d’azienda.

Annunciata la mobilitazione

La comunicazione  ha colto di sorpresa le sigle sindacali che hanno chiesto con forza il rispetto degli impegni assunti dal gruppo francese nel 2017 al Ministero per lo Sviluppo economico e hanno annunciato al contempo una mobilitazione.

“Richiamiamo l’azienda, l’amministrazione straordinaria ed il Ministero al rispetto degli accordi sottoscritti nel 2017 per la salvaguardia dei livelli occupazionali – si legge in un comunicato congiunto di Fim Cisl, Fiom Cgil e Sial Cobas Rsu – Non possiamo accettare che ancora una volta siano le lavoratrici ed i lavoratori a pagare il conto di scelte industriali sbagliate. Nel corso dell’incontro le organizzazioni sindacali hanno ribadito che l’operazione di cessione di ramo d’azienda deve coinvolgere tutto il personale attualmente occupato in Cordon e che sono disponibili a discutere dell’utilizzo di ammortizzatori sociali per superare la congiunturale difficoltà di mercato e la riorganizzazione produttiva ed aziendale determinata dal nuovo piano industriale e di investimenti di Cordon. Pensiamo che l’utilizzo dei contratti di solidarietà per una generalizzata riduzione dell’orario di lavoro possa essere uno strumento utile per la difesa dei livelli occupazionale ed il rilancio industriale dell’azienda”.

La vicenda

Una vicenda complicata quella di Linkra-Compel. Le due società, con sedi come detto ad Agrate e Cornate, sono in amministrazione controllata dall’inizio del 2017. A seguito della chiusura si era fatta avanti Cordon che, con il meccanismo dell’affitto del ramo d’azienda (e dello stabilimento di Agrate), aveva “salvato” 147 dei quasi 450 lavoratori. Per gli altri si era aperta la cassa integrazione straordinaria. Gli accordi prevedevano una successiva acquisizione definitiva del ramo d’azienda. Ed è quanto è avvenuto in questi giorni, con l’annuncio beffa però del taglio di 50 dei 147 addetti.

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Cosa accade ora

“Martedì 9 aprile si svolgerà l’assemblea con le lavoratrici ed i lavoratori Cordon presso lo stabilimento di Omate, frazione di Agrate Brianza, per decidere come procedere e le eventuali iniziative sindacali e di mobilitazioni necessarie a difesa dei posti di lavoro! – fanno sapere ancora i sindacati – L’assenza all’incontro del Ministero dello Sviluppo Economico, che fu parte attiva per la definizione e la chiusura dell’accordo nel 2017, aumenta oggi la difficoltà di raggiungere risultati concreti di salvaguardia dell’occupazione in Cordon. Richiamiamo il Ministero dello Sviluppo Economico a svolgere il suo ruolo di soggetto attivo per trovare soluzioni concrete di sviluppo dell’azienda e per il mantenimento degli attuali 140 posti di lavoro a rischio!”

Le parti hanno fissato un nuovo incontro per il giorno venerdì 12 aprile.

Nel frattempo martedì prossimo, 8 aprile, dalle 10.30, lavoratori e sindacalisti incontreranno i rappresentanti politici, istituzionali e della stampa fuori dai cancelli della sede di Omate.

Gli altri in cassa integrazione per un altro anno

Nel frattempo sugli altri finiti in cassa integrazione straordinaria per cessata attività (in origine erano 300, poi scesi a 200 circa grazie alle ricollocazioni e ai vari “scivoli”) pendeva la spada di Damocle della fine dell’ammortizzatore sociale. Scadenza fissata  il prossimo 16 aprile. E almeno su questo fronte si registra una buona notizia, perché proprio oggi, 5 aprile, sono stati sottoscritti gli accordi che prorogano la scadenza di un anno, fino al 16 aprile del 2020. Una boccata d’ossigeno.