Morti in corsia, alla sbarra l’ex viceprimario del Pronto Soccorso di Saronno Leonardo Cazzaniga.

Morti in corsia: “Non ho ucciso la madre di Laura”

“E’ una menzogna. Se avessi voluto ucciderla non avrei usato un farmaco che causa una morte improvvisa”. Così stamattina l’ex viceprimario del Pronto Soccorso di Saronno Leonardo Cazzaniga, interrogato come testimone nel processo che lo vede accusato di 12 omicidi avvenuti nelle sale dell’ospedale saronnese. Ma oltre a quelli, ci sono anche i tre nella famiglia dell’infermiera Laura Taroni, ex amante, anch’essi deceduti in circostanze sospette che hanno già portato a una prima condanna della donna.

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“Amore finito”

Più volte nel corso del processo sono emersi i dettagli, anche intimi, della relazione fra i due. “Ero molto innamorato di Laura – ha spiegato Cazzaniga – Ora non più, alla luce di quanto emerso durante il processo e da alcune intercettazioni”. Il medico ha ammesso di essere a conoscenza dei farmaci che la Taroni somministrava di nascosto al marito “per renderlo innocuo”, e di averla supportata nella gestione della sua famiglia. “Ma non un supporto di tipo omicidiario”, ha precisato. “Laura aveva una situazione psichiatrica pre-esistente – ha concluso – e ha cercato di coinvolgermi nelle morti famigliari e scaricarne su di me il peso”.

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