Si allenava ad Agrate il 14enne morto per il blackout challenge. Il giovane Igor, figlio dello scalatore Ramon Maj, è morto la scorsa settimana a seguito delle conseguenze fatali di un gioco terribile, il blackout challenge, o gioco del soffocamento.

Si allenava ad Agrate il 14enne morto per il blackout challenge

Anche la palestra dove Igor si allenava si stringe al dolore immenso della famiglia. Il piccolo, 14 anni, figlio dello scalatore Ramon Maj,scalatore residente nel milanese, è morto la scorsa settimana a seguito delle conseguenze fatali di un gioco terribile, il blackout challenge, o gioco del soffocamento.

Lo staff della palestra ha voluto lasciare un messaggio sulla propria pagina Facebook per ricordare il giovane, (di cui, proprio questo pomeriggio, saranno celebrati i funerali)

Cos’è blackout challenge

Il giovane Igor è rimasto vittima di un “gioco” pericoloso, il blackout challenge. L’ultima delle tante prove, sfide, che si stanno diffondendo tra gli adolescenti.

Nel Blackout Challenge il suicidio è un rischioso “effetto collaterale”. Perché in pratica il “gioco” consiste nell’autosoffocarsi parzialmente, con lo scopo di svenire e poi “godere” dell’euforia del riprendersi. Pericolosissimo, insomma, tentare di svenire: che il “gioco” sfugga di mano, è un attimo.

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Una morte tragica, assurda quella di Igor. Resa nota dalla stessa famiglia. Mamma e papà hanno “gridato al mondo” il proprio dolore per fare sì che nessun altro genitore debba piangere il figlio per questa maledetta sfida. “Fate il più possibile per far capire hai vostri figli che possono SEMPRE parlare con voi, qualunque stronzata gli venga in mente di fare devono saper trovare in voi una sponda, una guida che li aiuti a capire se e quali rischi non hanno valutato. Noi pensiamo di averlo sempre fatto con Igor, eppure non è bastato. Quindi cercate di fare ancora di più, perché tutti i ragazzi nella loro adolescenza saranno accompagnati dal senso di onnipotenza che se da una parte gli permette di affrontare il mondo, dall’altra può essere fatale.” Questo l’appello dei genitori riportato sulla rivista di settore Pareti.