Per i liberi professionisti la detrazione dell’IVA, ossia l’imposta sul valore aggiunto, è un vantaggio fiscale e una necessità economica da considerare. Gestire le spese in modo efficace e dedurre parte dei costi dei consumi dell’attività, è di vitale importanza da un punto di vista di guadagno ma anche di burocrazia fiscale.

Le agevolazioni ci sono, ma bisogna sempre essere cauti ed informati riguardo alle regole generali, a nuove legislazioni e possibili cambiamenti dei piani gestionali fiscali.

Alcune regole generali di detraibilità

Per tutti i titolari di partita Iva, ovvero per tutti coloro che gestiscono un’attività abituale e continuativa con numero registrato di Iva, è possibile detrarre i costi relativi al mantenimento e raggiungimento dell’attività stessa secondo alcune regole specifiche.
Tra queste, la prerogativa principale è che i costi detraibili dal reddito imponibile debbano essere strumentali all’attività di cui il numero di IVA faccia riferimento, ovvero devo essere costi relativi unicamente al proprio esercizio e sostenuti realmente per generare il guadagno nell’attività svolta.
La detrazione segue, nella maggioranza dei casi, un cosiddetto criterio di cassa che si riferisce al fatto che le spese vengono dedotte nel momento di esborso finanziario. Ciò significa che durante il pagamento, è obbligatorio emettere un fattura che possa attestare l’effettiva avvenuta dell’acquisto, in modo da poter inserire posteriormente i dati nell’Irpef del professionista a fini di deducibilità. Senza una prova tangibile dell’avvenuto pagamento, non può avvenire alcuna legittima detrazione. In aggiunta alla documentazione relativa agli acquisti che comprende fatture, ricevute e scontrini fiscali indicanti il codice fiscale, si deve poter dimostrare che i costi siano avvenuti secondi i generali principi di effettività, inerenza e congruità, altra prerogativa a cui attenersi se si vuole regolamentare la propria situazione fiscale.

La situazione diventa più complicata però per quanto riguarda i cosiddetti ‘costi promiscui’, ovvero quei costi che potenzialmente soddisfano sia le necessità dell’attività, sia quelli personali del soggetto persona fisica. In questo caso diventa più contestabile la percentuale di detraibilità delle spese e come poterle attestare in modo corretto e oggettivo. Casi comuni di costi promiscui sono ad esempio la casa-studio, ovvero nella situazione in cui il libero professionista esercita la propria professione nella stessa sede di domicilio, o il possesso e/o noleggio di autoveicoli, che il fisco tratta come disciplina ad hoc introducendo regole esclusive che influenzano anche i metodi per gestire i rifornimenti.

Novità detrazioni Iva 2019

Un particolare attenzione va alle nuove norme di governo del 2019: sono infatti svariate le novità riguardanti le detrazioni Iva per professionisti.
Tra le novità vi è la situazione fiscale relativa agli autoveicoli.  Il 2019 segna l’arrivo della nuova fattura elettronica per l’acquisto di carburante, che comporta il solo utilizzo di metodi di pagamento tracciabili per le spese relative ai carburanti per fini di detrazioni IVA. Non si utilizza più quindi la vecchia scheda carburante ma si introducono in Italia innovative soluzioni, tra le quali le schede carburante e le carte prepagate per l’acquisto di carburante. Per quanto riguarda le autovetture inoltre l’Unione Europea ha concesso la deroga della legge sulla detraibilità Iva del 40% per tutte quelle autovetture che non superino i 3500 kg di massa e il cui numero di posti a sedere non sia superiore ad 8, facilitando la tassazione e deducibilità dei costi promiscui relativi alle auto aziendali e ad uso professionale.

Altra novità in ambito fiscale 2019 è la Flat tax, che riguarda i titolari di partita IVA che rientrano nel regime forfettario, professionisti e start-up. La legge prevede una flat tax IVA del 15% per tutti i contribuenti nel regime forfettario che non abbiano superato i 65.000 euro di ricavi nell’anno precedente, mentre si introdurrà dal 2020 un’altra Flat Tax Iva del 20% per coloro i cui ricavi eccedono nella fascia tra i 65.001 e i 100.000.