Caccia alla volpe per tutto l’anno e tesserino da cacciatori a 17 anni, ecco le modifiche approvate in Regione sul mondo della caccia.

Caccia alla volpe, stop ai limiti e patentino a 17 anni: cosa cambia in Lombardia

“Meno burocrazia e meno vincoli per i cacciatori che esercitano con responsabilità una attività fondamentale per l’ecosistema lombardo. Abbiamo ascoltato le richieste del mondo venatorie e degli enti deputati al controllo”. Così l’assessore regionale all’Agricoltura Fabio Rolfi definisce le modifiche apportate oggi alle regole della caccia in Lombardia, spinte soprattutto dalla Lega e contenute nella legge di Semplificazione 2018, approvata con 45 voti favorevoli e 31 contrari. Tra queste, l’apertura della caccia alla volpe anche nei comprensori alpini (nelle pianure era già concessa), in quanto la specie viene parificata al cinghiale considerandola una specie dannosa e cacciabile quindi per tutto l’anno. A proposito di cinghiali, inserito l’obbligo per i cacciatori di indossare capi di colore “ad alta visibilità”, per evitare il ripetersi di incidenti. Vengono anticipate le procedure per l’ottenimento del patentino di caccia, attivabili già a 17 anni e cade il vincolo dei 55 giorni di caccia all’anno. “Nota dolentissima”, “una follia” per il mondo animalista.

Ministero dell’Ambiente: “La caccia sia fermata la domenica”. La Lega insorge

Leggi anche:  Di Maio annuncia: "La Legge Bramini è finalmente realtà"

Protesta animalista

Dure le proteste del mondo animalista. Fuori dal Pirellone, mentre i consiglieri votavano il via libera alla legge, era presente l’associazione Animalisti. “Parlano di meno burocrazia per i cacciatori – commenta il vice presidente Riccardo Manca – ma dietro questi provvedimenti si nascondono degli autentici problemi di ordine pubblico. Le doppiette rappresentano una vera emergenza nazionale. Le vittime della caccia ad oggi (1 settembre/9 novembre) ammontano a 9 morti e 24 feriti. E questo sarebbe uno sport? O peggio ancora un hobby? La caccia è solamente un massacro legalizzato, di vite umane e non umane, che continua ad essere autorizzato unicamente in ragione di sporchi interessi economici. L’indifferenza di fronte a questo autentico sterminio non è degna di uno stato che vuole tutelare il benessere della popolazione”.

LEGGI ANCHE: Feriti da caccia, on. Brambilla: “Governo e Regioni non restino a guardare”