Luigi Di Maio è arrivato a esprimere solidarietà e appoggio a Sergio Bramini, l’imprenditore monzese di Sant’Albino fallito per colpa dello Stato. Per domani è atteso lo sfratto.

Le promesse di Di Maio

“Solo in Italia non si onorano i debiti che si hanno con i privati. Vanno saldati i debiti per prima cosa e mettere nelle condizioni gli imprenditori di pagare i dipendenti e le tasse”, ha esordito. E incalzato dai giornalisti, ha ribadito: “E’ una questione di volontà. Nel contratto di Governo che stiamo scrivendo lo abbiamo previsto. La follia più grande che se uno è in difficoltà gli si vada a prendere anche la casa. Ci sono tante persone che soffrono, disoccupati e imprenditori in sofferenza e noi li metteremo prima di tutto”.

Riunione a porte chiuse

Dopo le dichiarazioni rilasciate ai giornalisti giunti numerosi a Sant’Albino a Monza, Di Maio, accompagnato dal senatore di Cinque Stelle brianzolo Gianmarco Corbetta, si è chiuso in una stanza per parlare con Bramini. Una riunione a porte chiuse in vista dello sfratto previsto per domani. Nelle scorse settimane lo stesso senatore Corbetta, insieme ad altri esponenti politici, era stato tra i primi a prendere posizione contro la decisione del Tribunale e a mettere in campo una serie di iniziative per impedire l’esecuzione dello sfratto. Prima tra tutte l’istituzione del domicilio da parlamentare a casa dello stesso Bramini, a cui la Costituzione riconosce un diritto di inviolabilità, ma che dagli ultimi sviluppi, sembra non essere sufficiente a fermare la macchina giudiziaria. Una iniziativa poi replicata anche dall’onorevole leghista Andrea Crippa.

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La vicenda dell’imprenditore

Domani Bramini vedrà arrivare dentro casa gli ufficiali giudiziari incaricati di eseguire il pignoramento, deciso dal Tribunale fallimentare di Monza. Il monzese che, lo ricordiamo, ha visto portarsi via l’azienda e, ora, la casa a seguito del fallimento della sua impresa nel 2011.

Il salvataggio

A prendere a cuore la vicenda sono stati soprattuto i monzesi. Che hanno testimoniato la vicinanza a Bramini in molte occasioni. Ad esempio il 16 aprile scorso, giorno fissato per lo sgombero, quando circa 300 persone, tra residenti, commercianti e politici, si sono radunati in sit-in dentro e fuori casa sua. Impedendo di fatto l’esecuzione del pignoramento, poi rinviato a domani, 18 maggio. E ancora attraverso la petizione online lanciata dal Gruppo Facebook monzese EasyMonza: “Non portate via la casa a Sergio Bramini; uno Stato forte con i giusti, che non vorremmo” è arrivata a raccogliere ben 66257 sostenitori nelle ultime ore.