Convegno

Tumori al fegato, convegno al San Gerardo su prevenzione e recidive

Mercoledì 13 maggio, 13 specialisti si confronteranno al nosocomio di Monza sul tema delle recidive

Tumori al fegato, convegno al San Gerardo su prevenzione e recidive

L’intervento chirurgico rappresenta spesso un momento cruciale nella cura dell’epatocarcinoma, ma raramente segna la conclusione del percorso di cura. Per molti pazienti, la fase più critica inizia dopo la rimozione del tumore, con il reale rischio che la malattia possa ripresentarsi.

Tumori al fegato: un convegno per prevenire e trattare le recidive

Il tumore primitivo del fegato è tra i più diffusi e letali a livello globale, e la recidiva dopo resezione è un evento comune, interessando circa 7 pazienti su 10. Le percentuali di recidiva possono aumentare significativamente negli anni successivi all’intervento, spingendo la comunità scientifica a rivedere radicalmente l’approccio a questa patologia.

La recidiva non è una manifestazione unica; il tumore può ripresentarsi in tempi diversi, con caratteristiche variabili. Questo richiede una valutazione specifica per ogni caso. La ricomparsa della malattia deve essere interpretata non solo come un esito negativo, ma come un’opportunità per una nuova analisi complessiva del paziente e delle opzioni terapeutiche disponibili.

Epatocarcinoma e recidiva dopo resezione

“L’epatocarcinoma è ormai riconosciuto come uno dei principali killer tra i tumori dell’apparato digerente – afferma Fabrizio Romano, professore associato di Chirurgia generale all’Università degli Studi di Milano-Bicocca e responsabile della Chirurgia epatobiliare della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori -. La recidiva, in particolare dopo resezione, è una sfida oncologica complessa. È fondamentale cambiare il nostro approccio a questa patologia, non più secondo schemi rigidi, ma adottando strategie flessibili per prevenire la recidiva, identificare i soggetti a rischio e utilizzare i progressi in oncologia e chirurgia per affrontarla in modo efficace, anche con trattamenti multimodali. È essenziale una medicina multidisciplinare in cui tutti i professionisti coinvolti collaborino ad ogni evento di recidiva, ricalibrando il percorso terapeutico verso la cura.”

Questa nuova prospettiva sarà al centro del convegno “La recidiva di HCC dopo resezione chirurgica: predire, prevenire, trattare”, che si svolgerà il 13 maggio nell’Auditorium Pogliani della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza.

I tre verbi del titolo evidenziano l’evoluzione dell’approccio clinico. Predire significa anticipare il rischio attraverso strumenti innovativi come l’analisi delle immagini avanzate, la patologia digitale e l’intelligenza artificiale. Prevenire implica interventi nelle fasi iniziali del trattamento, ottimizzando le strategie chirurgiche e terapeutiche per ridurre le probabilità di recidiva. Trattare infine comporta l’uso di un ampio ventaglio di soluzioni, dalle tecniche chirurgiche mini-invasive alle terapie integrate, quando la recidiva si presenta.

Verso un approccio multidisciplinare

Il modello multidisciplinare è fondamentale: chirurghi, oncologi, epatologi e radiologi devono confrontarsi continuamente per adattare le decisioni cliniche all’evoluzione della malattia.

Il congresso di Monza riunirà esperti da tutta Italia per tradurre le innovazioni più recenti nella pratica clinica quotidiana, riducendo il gap tra le opportunità offerte dalla ricerca e la loro reale applicazione nei percorsi di cura.

La sfida dell’epatocarcinoma non si esaurisce in sala operatoria, ma richiede un continuo aggiornamento delle strategie, una riconsiderazione delle scelte e un accompagnamento del paziente lungo un percorso che deve essere sempre più flessibile e integrato.