I Musei Civici di Monza presentano la mostra Fuori rotta. Viaggi e viaggiatori nelle opere delle collezioni civiche.
Un viaggio attraverso l’arte
L’esposizione si propone di esplorare il significato del viaggio nel corso dei secoli e nelle diverse culture. Attraverso una selezione di opere delle collezioni civiche, il visitatore viene condotto sulle tracce di importanti esploratori e di viandanti anonimi, dal leggendario Ulisse ai popoli in cammino dell’antichità, fino ai turisti ottocenteschi in cerca di atmosfere esotiche.
Viaggiare, in passato, non significava semplicemente raggiungere una meta, ma rappresentava un’avventura. Prima che il viaggio divenisse un’esperienza di svago, le persone viaggiavano per necessità, come la Sacra Famiglia in fuga dall’Egitto, o per motivi commerciali, come Marco Polo. I viaggiatori portano con sé ricordi e oggetti, testimonianze di usanze e culture lontane, che permettono a chi non può viaggiare di esplorare il mondo con la fantasia.

La mostra è curata dai Musei Civici di Monza e presenta opere appartenenti alle collezioni civiche, nell’ambito di un progetto di valorizzazione del patrimonio artistico della città. L’esposizione offre un’opportunità per scoprire o riscoprire opere e cimeli, parte della missione museale.
Inoltre, l’esposizione rappresenta un viaggio «dentro» le collezioni stesse, che riflettono punti di vista storici. I musei, nati nel 1935, sono un insieme di raccolte diverse, dalla Pinacoteca al Museo Storico e al Museo Coloniale, testimoni delle esplorazioni africane. La mostra offre l’opportunità di rivedere opere e cimeli che sono rimasti custoditi per anni.
Il commento dell’Assessora
“La mostra sarà un’occasione per riscoprire reperti meno noti della collezione, raccolti in decenni che la stessa storiografia nazionale stenta a riconsiderare in chiave critica. È necessario ricordare questo elemento a premessa dell’origine dell’ex Museo Coloniale. Accanto a narrazioni di meraviglia e scoperta, romanzi d’avventura e sinceri slanci di riconoscimento della dignità dei popoli indigeni, la fase coloniale europea vide purtroppo perpetrati atti di violenza e barbarie inauditi. Oggi pensiamo sia necessario riscoprire questa parte di patrimonio dei Musei, cercando, in questa prima occasione, di ricollocare i manufatti delle collezioni nella prima cornice, quella dell’incontro pacifico tra civiltà”, afferma l’Assessora alla Cultura Arianna Bettin.
Il percorso espositivo si articola in diversi nuclei tematici: dipinti, stampe, cimeli e oggetti dall’Africa, ceramiche cinesi e giapponesi, che raccontano le molteplici sfaccettature del viaggio. Una sezione mette in evidenza le imprese ottocentesche di Manfredo Camperio, Gaetano Osculati e Gaetano Casati, con diplomi e riconoscimenti ricevuti. Le scenografie teatrali evocano luoghi immaginari, mentre l’archeologia inizia a muovere i primi passi in Egitto grazie agli scienziati al seguito di Napoleone, documentati da incisioni d’epoca. La prima metà dell’Ottocento segna un incremento del viaggio, con pittori inglesi che realizzano album di vedute, fino all’Orientalismo di fine secolo; la mostra espone anche ceramiche provenienti dal lascito di Eva Galbesi Segrè del 1923.
La mostra sarà aperta fino al 30 agosto.