La truffa era stata pianificata con attenzione, includendo la strategia di allontanare il marito della vittima per poter agire senza ostacoli.
Truffa da 40mila euro: vittima un’anziana
Mercoledì 1 luglio 2026, la Polizia di Stato di Monza ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare a Udine, emessa dal Gip del Tribunale di Monza su richiesta della Procura. Il destinatario è un cittadino italiano di 35 anni, gravemente indiziato di truffa aggravata ai danni di un’anziana. Le indagini, avviate ad aprile e coordinate dalla Procura, hanno fornito elementi significativi contro l’indagato, accusato di aver truffato una donna di 69 anni residente a Monza.
Finti Carabinieri in azione
Il 7 aprile, la vittima, residente nella zona Triante, ha ricevuto una telefonata da un presunto Carabiniere, il quale le ha comunicato che un’auto con la targa del marito era stata coinvolta in una rapina. Con questo pretesto, ha convinto il marito della donna ad abbandonare immediatamente l’abitazione per recarsi alla Stazione dei Carabinieri e chiarire la situazione. Nel frattempo, l’anziana è stata contattata ripetutamente sia sulla linea fissa che sul cellulare, per confonderla e impedirle di allertare le forze dell’ordine.
“Dobbiamo controllare i gioielli”
Pochi minuti dopo, approfittando dell’assenza del marito, un secondo uomo, anch’egli spacciatosi come Carabiniere e successivamente identificato, si è presentato alla porta dell’anziana. Con il pretesto di dover verificare la provenienza dei gioielli custoditi in casa, ha ottenuto la consegna di tutti i preziosi presenti, inclusi quelli riposti nella cassaforte: anelli, collane, bracciali e orologi in oro, per un valore complessivo stimato tra i 35.000 e i 40.000 euro. Dopo aver lasciato l’abitazione, l’autore della truffa si è diretto in un negozio, dove ha acquistato una valigia per riporre la refurtiva.
Le indagini
Le indagini sono scattate immediatamente: fondamentali si sono rivelate le immagini della videosorveglianza nella zona dell’abitazione della vittima e in un bar vicino, dove l’autore si era recato prima del reato. Inoltre, le tracce riconducibili all’indagato, rinvenute all’interno della cassaforte, hanno fornito ulteriori elementi agli investigatori.
Individuato il colpevole già detenuto
In base agli elementi raccolti, il gip del Tribunale di Monza ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti dell’indagato, già con precedenti per reati contro il patrimonio e in materia di stupefacenti. La misura è stata eseguita presso la Casa Circondariale di Udine, dove l’uomo, originario della provincia di Salerno, era già detenuto per un’analoga truffa avvenuta il 16 aprile nella sua provincia.