Commemorazione

Quarantaquattro anni dall’assassinio del maresciallo Renzi da parte delle Brigate Rosse

Lissone onora la memoria del suo comandante dei Carabinieri, ucciso il 16 luglio 1982

Quarantaquattro anni dall’assassinio del maresciallo Renzi da parte delle Brigate Rosse

Il 16 luglio di ogni anno, Lissone ricorda la figura del maresciallo Valerio Renzi, tragicamente assassinato il 16 luglio 1982 in piazza De Gasperi. Quest’anno ricorrono quarantaquattro anni dalla sua brutale uccisione per mano di un commando delle Brigate Rosse, che lo colpirono con un kalashnikov.

La dinamica dell’attentato

Era circa le 9.30 quando Renzi, comandante dei Carabinieri e padre di due bambini, si recò all’ufficio postale per ritirare della corrispondenza a bordo della sua «Alfetta» di servizio. All’interno delle Poste, un gruppo di Brigate Rosse stava portando a termine un «esproprio proletario», una rapina. Tre rapinatori attendevano all’esterno mentre un altro gruppo si trovava dentro, dove si trovavano sei dipendenti e circa venti clienti. I malviventi, giunti a bordo di una «Ritmo» e di una «131», notarono Renzi e, convinti di essere stati scoperti, aprirono il fuoco contro di lui. Una volta udito lo sparo, i complici uscirono dall’ufficio postale e, con violenza inaudita, scaricarono una raffica di mitra sull’auto del maresciallo.

Testimoni, sconvolti dalla scena, assistettero impotenti all’esecuzione. I Vigili del fuoco di Lissone furono i primi ad arrivare sul posto, trasportando Renzi all’ospedale San Gerardo di Monza, dove purtroppo fu dichiarato deceduto. Nella stessa serata, la colonna Walter Alasia delle Brigate Rosse rivendicò l’omicidio. Solo pochi giorni dopo, tre agenti in borghese della Polizia di Stato arrestarono i terroristi in una gelateria a Milano.

Il messaggio del sindaco

In occasione dell’anniversario, il sindaco Laura Borella ha condiviso un messaggio sui social: «Il suo sacrificio appartiene alla storia della nostra città e rappresenta un esempio di coraggio, senso del dovere e fedeltà alle istituzioni. Ha servito lo Stato fino all’ultimo, pagando con la vita il proprio impegno al servizio della comunità. Ricordando il maresciallo Renzi, pensiamo a tutte le vittime del terrorismo e a chi, ogni giorno, indossa una divisa con responsabilità per garantire la sicurezza dei cittadini.»
«La memoria non è solo un dovere, ma un impegno a custodire i valori della democrazia, della legalità e della libertà, affinché tragedie come quella del 16 luglio 1982 non vengano mai dimenticate.»
In onore del maresciallo Renzi, è stato eretto un monumento in ferro, bronzo e marmo in piazza De Gasperi, il luogo dell’attentato. Inoltre, è stata dedicata una piazza nell’area retrostante la scuola elementare Buonarroti, nel rione Cruseta, a servizio del palazzetto dello sport. La tomba del maresciallo è stata riposizionata nel Campo degli eroi all’ingresso del cimitero, accanto a quelli dei lissonesi che hanno reso grande il nome della città.