Mancano poco più di trenta giorni al Gran Premio d’Italia di Formula 1 e a Monza una monoposto sta già attirando l’attenzione. Non è realizzata in fibra di carbonio né è stata progettata in una galleria del vento, ma è frutto di un laboratorio d’arte dove creatività, inclusione e talento hanno trasformato oltre 200 chilogrammi di carta riciclata in una vera e propria opera d’arte.
Formula Aut: un’iniziativa unica
Tra le attrazioni più attese del Fuori GP si distingue Formula Aut, la prima monoposto di Formula 1 a grandezza naturale interamente costruita in cartapesta dai giovani autistici dell’associazione Facciavista, che si impegna a «far parlare l’autismo attraverso l’arte».
La realizzazione dell’esposizione è possibile grazie alla collaborazione con la Fondazione Bluemers di Agrate Brianza, che si occupa della parte medica legata all’autismo e avrà uno spazio nel villaggio del Fuori GP, dove ospiterà la vettura.
Il progetto, ormai quasi concluso, è il risultato di un intenso lavoro di quasi un anno, portato avanti da decine di ragazzi autistici insieme a professionisti del settore come architetti, ingegneri e volontari. Questo percorso ha trasformato il laboratorio artistico in un ambiente di inclusione, crescita e condivisione.
Quello che il pubblico vedrà come una scultura straordinaria è il frutto di oltre mille ore di attività, durante le quali ogni dettaglio è stato attentamente studiato attraverso tavole tecniche, rilievi e misurazioni, per riprodurre fedelmente le proporzioni e i particolari di una vera monoposto di Formula 1.
La realizzazione dell’opera
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Il cuore della monoposto è un telaio in legno superleggero, mentre la carrozzeria è stata creata utilizzando oltre 200 chilogrammi di manifesti pubblicitari e cartone riciclato, resinati per garantire resistenza all’acqua e agli agenti atmosferici.
Il sistema costruttivo ricalca quello delle vere auto da corsa: la monoposto è composta da tre grandi elementi distinti, realizzati separatamente e poi assemblati in un’unica scultura. Anche il trasporto ha rappresentato una sfida, richiedendo uno studio accurato per garantire il passaggio attraverso porte e corridoi, necessarie per portare all’esterno un’opera di tali dimensioni.
«Ci siamo ispirati alla monoposto di Schumacher e l’abbiamo realizzata utilizzando materiali di riciclo su una struttura in legno, rivestita con manifesti cinematografici. Il risultato è un’opera di forte impatto visivo, unica nel suo genere: è la prima volta che si realizza una reinterpretazione scultorea di questo tipo, e ancor di più da ragazzi autistici. Dimostra che anche nella disabilità ci sono talento, creatività e grandi capacità. I ragazzi hanno lavorato insieme a un team multidisciplinare, trasformando un’idea in realtà», spiega Matteo Perego di Facciavista.