Presentata l'iniziativa

Torna MedFest con la sua quinta edizione dedicata al Medioevo in Lombardia

A Palazzo Lombardia svelati i 18 eventi che animeranno anche la Provincia di Monza e Brianza

Torna MedFest con la sua quinta edizione dedicata al Medioevo in Lombardia

Ieri, mercoledì 21 luglio, si è tenuta la conferenza di presentazione della quinta edizione di MedFest, il festival dedicato alla cultura medievale in Lombardia, presso la Sala Ghilardotti di Palazzo Pirelli. L’evento si svolgerà tra settembre e ottobre, interessando otto province: Bergamo, Brescia, Lecco, Milano, Monza e Brianza, Pavia, Sondrio e Varese.

Un festival che unisce cultura e storia

Organizzato dall’associazione culturale Res Musica e sostenuto da Regione Lombardia, MedFest riceve il supporto di amministrazioni, enti e istituzioni culturali che ne condividono missione e valori.

Il tema della rassegna

“Santi, eretici, peccatori: da san Francesco al Nome della Rosa” è il tema centrale della manifestazione, che intende esplorare le connessioni culturali del Medioevo tra mondi religiosi e geografici distanti. Quest’anno, l’evento prevede un appuntamento di rilievo europeo dedicato a “Il nome della rosa” di Francesco Filidei, considerato il culmine della programmazione per il 2025.

“L’ottavo centenario di san Francesco offre l’opportunità di una visione inedita della società medievale, che comprende santi, eretici e peccatori, nonché le molte sfumature tra questi estremi”, ha dichiarato Angelo Rusconi, presidente di Res Musica, presentando il programma che inizierà il 5 settembre al Convento di Santa Maria del Lavello di Calolziocorte (Lc) e si concluderà il 10 e 11 ottobre presso la Chiesa di San Vittore a Varese e la Basilica dei SS. Pietro e Paolo ad Agliate, Carate Brianza (MB).

Le tappe della rassegna

MedFest toccherà ben diciotto località, tra cui luoghi di straordinaria bellezza architettonica e artistica, come il Palazzo delle Paure di Lecco e il Chiostro dei Cappuccini a Pescarenico. Altri siti prestigiosi includono l’Aula Picta al Palazzo Vescovile di Bergamo, la Rocca Albani di Urgnano, il Duomo di Monza e la Basilica di San Michele Maggiore a Pavia, fino al Duomo Vecchio di Brescia e al Pontificio Istituto Ambrosiano di Musica Sacra a Milano. Un evento particolare si terrà il 26 settembre a Chiavenna, con visite alla Collegiata di San Lorenzo, al Palazzo Pestalozzi e al Museo del Tesoro.

Un festival ricco di linguaggi artistici

“La scelta dei luoghi – ha commentato la direttrice artistica di MedFest, Ancilla Oggioni – mira a creare una profonda connessione tra il tema e l’ambiente architettonico in cui si svolgono gli eventi. Il festival è poliedrico, con dibattiti, spettacoli teatrali, concerti e narrazioni letterarie, rappresentando la varietà della produzione artistica medievale”.

La rassegna vedrà la partecipazione di esperti e artisti di fama provenienti da cinque Paesi europei, conferendo a MedFest un respiro internazionale sempre più ampio.

Il sostegno di Regione Lombardia

“MedFest valorizza un patrimonio straordinario e offre l’opportunità di conoscere la Lombardia e i suoi territori”, ha affermato l’Assessore alla Cultura di Regione Lombardia, Francesca Caruso. “Attraverso diversi linguaggi, dalla musica al teatro, questa rassegna avvicina il pubblico alla storia e mette in luce borghi, chiese e castelli di grande valore culturale presenti nella nostra regione”.

“Un altro punto di forza è la creazione di una rete che coinvolge enti locali, musei e associazioni, costruendo collaborazioni capaci di radicarsi nelle comunità e raggiungere diversi pubblici”, ha aggiunto.

I partner del festival

MedFest può contare sul patrocinio e sul contributo di Regione Lombardia, nonché sul supporto delle amministrazioni di molte città ospitanti, tra cui Carate Brianza, Chiavenna, Lecco, Monza, Pavia, Urgnano e Valmadrera. Il festival riceve anche contributi dal Fondo Arti dal Vivo, dalla Fondazione della Comunità di Monza e Brianza, dalla Comunità Santo Spirito di Carate Brianza, dalla Fondazione Monastero di Santa Maria del Lavello e dalla Fondazione Gaiani – Museo e Tesoro del Duomo di Monza, oltre al patrocinio delle Province di Lecco e Monza e dell’Associazione Internazionale Studi di Canto Gregoriano.