Allerta giovanile

«Anche in città si usa la droga del palloncino»

Una pratica rischiosa che si sta affermando tra i giovani. Bombolette di protossido d’azoto segnalate nell'area di viale Valassina, dietro ai grandi store lungo la Ss36.

«Anche in città si usa la droga del palloncino»

A Lissone si alza il campanello d’allarme per l’uso del cosiddetto «gas esilarante» o «droga del palloncino». Questa modalità di «sballo» colpisce in particolare i giovani, attratti dalla sostanza – il protossido d’azoto – che risulta legale, economica e facilmente reperibile anche online.

Bombolette rinvenute

Alcune bombolette usate sono state rinvenute nell’area di viale Valassina, dietro ai maxi store che si affacciano sulla Statale 36. La segnalazione proviene dal capogruppo di Lissone in Movimento, Daniele Fossati, che ha riportato in Aula quanto riferito dall’ex collega Omar Foligno.

«Di sera, mentre porta a passeggio il cane, si è imbattuto nei resti di bombolette di gas esilarante – ha raccontato Fossati – utilizzato, come noto, per gonfiare palloncini e per altri scopi ludici, ma che ultimamente è emerso come sostanza per sballarsi».

Questa moda è «estremamente dannosa» per chi la pratica, in particolare per i giovani. Per questo motivo, Fossati ha proposto di considerare la possibilità di adottare misure simili a quelle di altri Comuni, al fine di «evitare che i nostri ragazzi si intossichino».

Esempi da Limbiate e Muggiò

I sindaci di Limbiate e Muggiò hanno emesso ordinanze «gemelle» per vietare la detenzione e l’uso ricreativo di bombolette contenenti protossido d’azoto su tutto il territorio comunale, con particolare attenzione a parchi, piazze, scuole, oratori e luoghi di ritrovo giovanile, tranne per «giustificato motivo medico e alimentare».

«Stiamo assistendo a un fenomeno molto recente, che si è manifestato negli ultimi mesi. Al momento possiamo contare solo pochi casi, che rientrano più in un discorso di “moda”» ha dichiarato il dottor Giovanni Maria Galimberti, direttore della Struttura Complessa Dipendenze di Asst Brianza, in una recente intervista al Giornale di Desio. Questo servizio opera su una vasta area della Brianza, con sette presidi attivi (Limbiate, Seregno, Carate, Vimercate e Monza, con tre centri, uno dei quali in carcere) a cui si sono rivolti i familiari dei giovani coinvolti nella trappola della «droga del palloncino».

«I ragazzi che abbiamo incontrato e che hanno utilizzato questa sostanza hanno descritto effetti anestetici, distacco dalla realtà e momenti di euforia – ha concluso l’esperto – ma ci sono anche molti rischi, poiché l’inalazione di questo gas può provocare reazioni neurologiche, problemi cognitivi e di memoria, a seconda delle condizioni del cervello su cui agiscono queste sostanze».