Indagine dei Carabinieri

Scoperta truffa: finto carico alimentare con rifiuti pericolosi e mezzi rubati

Le indagini del NIPAAF hanno portato a 10 denunce tra titolari di autodemolitori e un imprenditore senegalese.

Scoperta truffa: finto carico alimentare con rifiuti pericolosi e mezzi rubati

Quando i Carabinieri del NIPAAF di Milano hanno aperto un container destinato in Africa, si attendevano di trovare generi alimentari, come dichiarato da un imprenditore senegalese che aveva curato la spedizione. In realtà, all’interno del cassone sono state scoperte automobili illecitamente rottamate, provenienti da cinque autodemolitori della Provincia di Milano e di Monza e Brianza, insieme a nove motoveicoli rubati e decine di motori di autovetture non correttamente bonificati, risultanti quindi rifiuti pericolosi e rifiuti RAEE.

Dieci denunce per violazioni ambientali

Il bilancio dell’indagine condotta dai militari del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Milano, è di dieci denunce. Tra gli indagati figurano i titolari degli autodemolitori e l’imprenditore senegalese, accusati di violazioni della normativa ambientale, tra cui gestione illecita di rifiuti e spedizione transfrontaliera di rifiuti.

Attività illecita di gestione rifiuti

Le indagini hanno rivelato un’attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti, in particolare da parte di uno degli autodemolitori denunciati. Questa società, regolarmente autorizzata alla gestione di veicoli fuori uso, eseguiva operazioni sistematiche di gestione illecita di ingenti quantitativi di rifiuti, ovvero delle autovetture da rottamare.

Le auto arrivavano nel centro di raccolta senza alcuna tracciabilità, e il loro trattamento avveniva in totale violazione delle normative, con conseguente smaltimento illecito dei rifiuti pericolosi derivanti.

A seguito delle perquisizioni, sono stati sequestrati cinque motoveicoli di provenienza illecita, 120 metri cubi di rifiuti metallici, 14 carcasse di autovetture riempite con rifiuti speciali non derivanti dall’attività di autodemolizione, e 20 blocchi motore la cui tracciabilità e origine legale non sono state accertate. Inoltre, è stata sequestrata documentazione relativa alla tracciabilità dei rifiuti, attualmente al vaglio degli inquirenti.