Un’aula dedicata a Gabriele Sala, descritto come «alunno eccellente, dalle importanti doti di intelligenza, curiosità e coraggio. Un esempio di forza indomita ed encomiabile fede nel valore delle potenzialità e del sogno».
La promessa onorata
Questa è la targa affissa all’ingresso dell’aula di scienze della scuola secondaria di primo grado «Farè» di Lissone. Qui, il tredicenne scomparso lo scorso novembre ha trascorso i suoi anni scolastici, prima di essere portato via da una malattia rara scoperta quando frequentava la seconda elementare. In un momento di grande dolore, la dirigente scolastica Elisabetta Gaiani e i docenti promisero a mamma Silvia e papà Matteo che uno spazio della scuola di via Caravaggio avrebbe sempre ricordato Gabry. Un gigante, nonostante i suoi soli tredici anni, nel corpo e soprattutto nell’anima.
Venerdì scorso si è svolta la cerimonia di intitolazione «per meriti ed onore», alla presenza del sindaco Laura Borella, della preside, di compagni, amici, professori e genitori.
L’omaggio a un valoroso combattente
«Si è voluto rendere omaggio e lasciare un segno significativo alla sua memoria, costantemente ispirati dalla dedizione e dalla fiducia nel futuro espresse da Gabriele nel corso del tempo» hanno dichiarato dalla “Farè”. «La scelta dell’aula di scienze, simbolica, rappresenta una lode condivisa al coraggio e all’impegno indomito di Gabriele, “valoroso combattente per la vita”, e un monito per chi rimane, affinché raccolga i suoi instancabili propositi di crescita e miglioramento personale, continuando a sognare e a credere nel valore delle possibilità».
Il giovane studente, hanno aggiunto, «ci accompagnerà nel pensiero verso nuovi traguardi, forse i suoi stessi o altri ispirati dalla sua memoria».
Un ragazzo speciale
Gabriele viveva in città con mamma, papà e la sorellina Matilde. Nel 2019 è iniziato il calvario con la diagnosi di una malattia rara, che non ha mai spento la luce nei suoi occhi. «Skill issue» (termine del gaming), diceva per affrontare le difficoltà. Amava il buon cibo, i videogiochi, i manga e le carte Pokemon. Amava profondamente la sua famiglia e i suoi amici.
«Era una persona unica e speciale» hanno ricordato commossi i suoi professori. «Noi saremo i custodi del legame con il suo ricordo, che ci unirà e ci renderà speciali, grazie a lui».
Adesso, l’aula di scienze avrà il compito di custodire questo ricordo.