Un percorso avviato nel 2023, che si avvicina alla conclusione con l’arrivo in Consiglio Comunale per l’adozione e l’approvazione finale. L’obiettivo dell’Amministrazione è di ottenere il via libera definitivo prima delle festività natalizie.
Il PGT alle battute finali: tempistiche e dettagli della variante
La Giunta ha dato il via libera ai documenti necessari per la predisposizione della variante al Piano di Governo del Territorio di Monza. Tra i principali punti della variante vi sono la riduzione del consumo di suolo, l’incremento dell’edilizia convenzionata e regole semplificate per le attività economiche e produttive. Questo documento rappresenta un elemento cruciale per l’urbanistica futura e ha visto il coinvolgimento degli uffici competenti, guidati dall’architetto Nadia Bombardieri, che hanno lavorato per tradurre in realtà gli indirizzi politici attraverso numerosi incontri e momenti di ascolto, come evidenziato dal sindaco Paolo Pilotto e dall’assessore al Governo del Territorio Marco Lamperti.
“Monza deve crescere meglio”
I dettagli della variante sono stati presentati dal sindaco e dall’assessore, insieme alla dirigente Bombardieri e ai professionisti coinvolti. “Monza non deve semplicemente crescere di più, ma deve crescere meglio – ha affermato il sindaco Paolo Pilotto – In un contesto urbanizzato con molte aree dismesse, l’espansione non migliora necessariamente la qualità della vita. La priorità è riqualificare gli spazi esistenti, ridurre il consumo di suolo libero e rendere la città più vivibile ed equa. Il Piano indica una direzione chiara: meno espansione, maggiore attenzione alle trasformazioni.”
Il procedimento
La proposta di variante al PGT comprende il Documento di Piano, il Piano dei Servizi, il Piano delle Regole e la Componente Geologica, Idrogeologica e Sismica, oltre al Reticolo Idrico Minore con il relativo Documento di Polizia Idraulica. Attualmente, il procedimento è nella fase di Valutazione Ambientale Strategica (VAS), con la documentazione consultabile, inclusa la proposta di variante e il Rapporto Ambientale. Nei prossimi giorni, si avvierà anche la fase di consultazione con le parti economiche e sociali per raccogliere ulteriori input utili alla definizione del Piano.
Consumo di suolo e edificabilità
In base alle prescrizioni del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, che prevede una riduzione del consumo di suolo per funzioni residenziali fino al 53%, la variante comunale riduce tale consumo fino al 71%. Per le funzioni non residenziali, dove la prescrizione è limitata al 50%, la variante riduce il consumo del 61%. In totale, il “bilancio ecologico” del suolo risparmiato ammonta a 711.086 mq. Inoltre, viene introdotto un indice unico base di edificabilità pari a 0,30 mq/mq, con massimi variabili a seconda del contesto, che possono arrivare a 0,45 o 0,60 (rispetto all’attuale 0,88).
Servizi e abitazioni
Le aree destinate ai servizi aumentano di 1.625.700 mq, con la dotazione per abitante che passa da 33,7 mq/ab a 43,8 mq/ab, oltre il doppio rispetto ai requisiti di legge. Il Piano prevede anche un incremento dell’offerta di abitazioni accessibili, individuando 9 nuovi ambiti per l’edilizia residenziale sociale. Inoltre, per i nuovi interventi e i cambi d’uso verso la funzione residenziale, vengono introdotte quote progressive di edilizia convenzionata, variabili dal 20% al 40% in base alla dimensione dell’intervento, con un’ulteriore quota del 10% da destinare ai Servizi Abitativi Sociali (SAS), non computata nell’indice. Parallelamente, il Piano promuove la riqualificazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica (SAP), utilizzando i proventi delle monetizzazioni per reinvestire nel miglioramento degli alloggi. Il Piano mira a rafforzare il sistema economico e produttivo, rendendo le regole di attuazione più semplici e flessibili, eliminando l’indice di edificabilità e introducendo parametri di indice di copertura, altezza massima e indice di permeabilità, disincentivando al contempo il cambio d’uso delle attività economiche esistenti.
“Scelte concrete”
“L’impostazione del Piano si traduce in scelte concrete per la transizione ecologica: maggiore permeabilità dei suoli, incremento delle alberature, più verde urbano e attenzione agli impatti climatici. Non si tratta di vincoli astratti, ma di condizioni necessarie per una città più sana e resiliente – ha spiegato l’assessore Lamperti – Allo stesso tempo, questo Piano affronta una delle questioni più urgenti: la casa. I dati mostrano che il problema non è la quantità dell’offerta, ma la sua accessibilità. Pertanto, il PGT stabilisce chiaramente che ogni trasformazione deve contribuire a garantire a tutti i cittadini la possibilità di avere una casa. Edilizia convenzionata, edilizia sociale e nuove forme di abitare diventano parte integrante delle regole.”
Valorizzazione delle identità storiche
Il Piano identifica ambiti e edifici di rilevante valore storico-insediativo, definendo una disciplina orientata alla loro conservazione, recupero e valorizzazione. Gli interventi sono consentiti solo se compatibili con il contesto urbano e paesaggistico, garantendo coerenza e integrazione armonica.
Tre progetti per il futuro
Dal documento emergono tre aree di intervento prioritario. La prima riguarda le infrastrutture da vivere come spazi pubblici: sono previste nuove connessioni urbane, come un parco dello sport lungo Viale Stucchi, una passerella ciclopedonale lungo la ferrovia che collegherà il centro storico a Viale Battisti e un anello per la mobilità attiva attorno al centro storico. La seconda area si concentra sulla valorizzazione dei luoghi intorno alle future fermate della metropolitana M5, con ambiti destinati ad attività economiche e lavoro a Bettola, Campania e Monza Centrale, e poli per servizi sovracomunali a Marsala (ospedale Vecchio), Villa Reale, Ospedale e Monza Brianza (polo istituzionale). Infine, il terzo filone riguarda gli elementi di ricucitura della città pubblica, con una rete di spazi pubblici lungo il Villoresi.