Cercasi lavoro a 60 anni

Licenziato dopo due mesi, Marco Riazzola chiede aiuto al sindaco di Monza

La lettera di sfogo di un monzese che, dopo aver cambiato lavoro, si è ritrovato senza tutele. Una richiesta di supporto al Consiglio comunale e al sindaco Pilotto.

Licenziato dopo due mesi, Marco Riazzola chiede aiuto al sindaco di Monza

Marco Riazzola, un monzese di 60 anni, si è trovato disoccupato dopo essere stato licenziato nel giro di poche settimane. Dopo aver lasciato un impiego stabile in cerca di un’opportunità lavorativa più gratificante, ora si ritrova senza stipendio e senza il supporto della Naspi.

La vicenda di Marco Riazzola

Riazzola definisce la sua esperienza «un calvario» e ha deciso di raccontarla in una lettera inviata al sindaco Paolo Pilotto e ad alcuni membri dell’Amministrazione comunale, oltre che al Giornale di Monza. La sua missiva rappresenta un grido d’allerta sui temi della precarietà lavorativa e della difficoltà di reinserimento nel mercato del lavoro, in particolare per chi ha superato i 50 anni.

La scelta di cambiare lavoro non era motivata da necessità, ma dalla volontà di migliorare la propria condizione. «Ero già assunto regolarmente, ma cercavo un lavoro che mi rendesse felice e orgoglioso di andare a lavorare», scrive Riazzola. A 60 anni, molti cercano di mantenere la stabilità, mentre lui ha scelto di seguire un’opportunità che prometteva un buon trattamento economico e un ruolo significativo: lavorare per l’inserimento delle persone con disabilità. Un progetto che sembrava avere senso e coinvolgimento, tanto da spingerlo a lasciare il posto precedente.

Il licenziamento e le conseguenze

Dopo soli due mesi, Riazzola e altri due colleghi sono stati licenziati a causa della chiusura di un ramo aziendale. «Errate valutazioni del Ceo sulla pianificazione dei progetti» è stata la motivazione comunicata. Tuttavia, la vera beffa è stata scoprire di non avere diritto alla Naspi, poiché non aveva maturato le settimane di contributi necessarie per accedere all’indennità di disoccupazione. Questa situazione lo ha indotto a intraprendere un’azione legale contro l’azienda nella speranza di ottenere un riconoscimento.

Dal 19 dicembre 2025, data del licenziamento, Riazzola ha avviato una ricerca intensiva di lavoro, inviando oltre 800 curriculum e sostenendo tre colloqui, senza ottenere risultati significativi. «Tutti mi dicono che esperienza, competenze e bravura non servono a nulla perché ho 60 anni», lamenta.

Un appello disperato

Nonostante i suoi oltre trent’anni di esperienza in vari settori, Riazzola si sente intrappolato in una situazione senza via d’uscita: troppo giovane per la pensione, ma considerato troppo anziano per le aziende. «Cosa devo fare per arrivare all’agognata pensione?», si chiede. Ha chiesto aiuto concreto all’Amministrazione, cercando di far arrivare la sua voce il più lontano possibile, incluso un appello al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, pur senza ricevere risposta.