La situazione attuale

Licenziamenti in Sangalli: l’azienda chiarisce le motivazioni

La società si esprime sui recenti allontanamenti di due dipendenti, attivi nel sindacato, e le ragioni sottostanti.

Licenziamenti in Sangalli: l’azienda chiarisce le motivazioni

In seguito all’annuncio dei sindacati riguardante il licenziamento di due dipendenti della Sangalli, entrambi membri attivi della Flaica Cub e impegnati nella difesa dei diritti lavorativi, l’azienda ha ritenuto opportuno fornire il proprio punto di vista.

Chiarimenti sui provvedimenti disciplinari

La società, operante nel settore dei servizi di igiene ambientale tra Monza e Sesto San Giovanni, ha voluto fare chiarezza sulla vicenda, illustrando le motivazioni alla base dei licenziamenti.

“Impresa Sangalli, in riferimento alle notizie apparse sulla stampa locale riguardo al licenziamento di due propri dipendenti, ritiene doveroso chiarire alcuni punti, nel rispetto di tutte le persone coinvolte. I provvedimenti di licenziamento non sono stati frutto di scelte improvvisate, ma l’esito di regolari procedimenti disciplinari avviati a fronte di comportamenti ritenuti particolarmente gravi sotto il profilo lavorativo. Per ciascun lavoratore sono stati contestati fatti specifici, è stato concesso il tempo per presentare le proprie difese – esposte e discusse alla presenza dei propri rappresentanti sindacali – ed ogni elemento è stato attentamente valutato prima di assumere qualsiasi decisione definitiva.

Ruolo sindacale e motivazioni

L’azienda ha anche sottolineato che l’impegno sindacale dei due lavoratori non ha influenzato le decisioni riguardanti i licenziamenti:

“È importante sottolineare che le determinazioni assunte non hanno avuto alcun collegamento con il ruolo sindacale rivestito dai dipendenti interessati. Piuttosto, la qualifica di delegato è stata ed è richiamata in modo strumentale, ma non ha inciso in alcun modo sulla valutazione dei fatti contestati, che – valga ribadire – hanno riguardato esclusivamente la sfera disciplinare e il rapporto di fiducia tra azienda e lavoratori. In questo senso, Sangalli non può non rilevare come la vicenda in oggetto rischi di essere rappresentata e utilizzata in modo del tutto inappropriato, anche – sia consentito – con scarsa sensibilità nei confronti di quei moltissimi lavoratori che, ogni giorno, svolgono il proprio lavoro con diligenza, serietà e rispetto delle regole, contribuendo concretamente al buon funzionamento dei servizi e alla vita dell’azienda. Azienda che, peraltro, tenuto conto della peculiarità dei servizi svolti, deve sempre garantire correttezza e senso di responsabilità anche verso utenti e committenti. Sangalli respinge quindi con fermezza ogni lettura dei licenziamenti come ritorsiva o discriminatoria sotto il profilo sindacale, perché ciò non corrisponde né alle motivazioni dei provvedimenti né alla storia delle relazioni industriali in azienda. Da sempre, infatti, Sangalli riconosce il valore del confronto con le organizzazioni sindacali e mantiene interlocuzioni costanti, corrette e costruttive con tutte le sigle che operano nel rispetto delle regole. La partecipazione ai tavoli di discussione e la ricerca di soluzioni condivise fanno parte delle normali dinamiche quotidiane della società e rappresentano, per Sangalli, uno strumento essenziale per migliorare le condizioni di lavoro e la qualità dei servizi resi.”

Infine, Sangalli ha ribadito che questo approccio è applicato in tutti i settori dell’azienda, con particolare attenzione alla salute e alla sicurezza negli ambienti di lavoro.

“Importante infine sottolineare che lo stesso approccio, vigile e proattivo, viene garantito da Sangalli anche riguardo al tema della salute e sicurezza negli ambienti di lavoro, considerato un valore fondamentale nonché un dovere imprescindibile. Eventuali contestazioni sui singoli provvedimenti adottati verranno, all’occorrenza, affrontate – con piena fiducia – nelle sedi competenti e Sangalli, da parte sua, conferma che continuerà a privilegiare il dialogo e a concentrarsi sul proprio lavoro quotidiano, evitando di alimentare polemiche mediatiche che non aiutano né i lavoratori né l’azienda.”