Caldo nei cantieri

Fillea Cgil avvia campagna di sensibilizzazione sul caldo estremo a Monza

La Fillea Cgil Brianza si mobilita per informare i lavoratori sui rischi legati alle alte temperature

Fillea Cgil avvia campagna di sensibilizzazione sul caldo estremo a Monza

Lo stress da calore, noto anche come stress termico, si manifesta quando il corpo non riesce più a raffreddarsi. In queste situazioni, l’organismo tenta di abbassare la temperatura attraverso la sudorazione, ma con il caldo estremo e l’umidità elevata, questo meccanismo può risultare inefficace, portando a malori che possono compromettere seriamente la salute del lavoratore.

Campagna informativa nei cantieri

In risposta a questa problematica, la Fillea Cgil Brianza, in collaborazione con la Camera del Lavoro di Monza e Brianza, ha lanciato una campagna informativa destinata ai lavoratori dei cantieri. L’iniziativa, avviata il 13 luglio scorso, ha come obiettivo non solo quello di sensibilizzare sui rischi legati al caldo, ma anche di fornire strumenti pratici per un adeguato raffrescamento.

Impegno per la salute e sicurezza

“I nostri funzionari sindacali sono attivi tutto l’anno per garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori nei cantieri e nelle aziende”, afferma Maria Ciociola, segretaria generale della Fillea Cgil Brianza. “In queste settimane stiamo intensificando le visite nei cantieri per sensibilizzare sui pericoli dello stress termico e della disidratazione”.

Denuncia dei malori da calore

“È fondamentale considerare il malore da calore come un infortunio e denunciarlo come tale. I nostri rappresentanti sindacali si recano direttamente nei cantieri per promuovere la prevenzione e ricordare alle aziende i loro obblighi normativi, inclusi i limiti orari di lavoro”, sottolinea Ciociola.

Rischi legati alle alte temperature

“Le temperature elevate possono causare cali di attenzione, vertigini e aumentare il rischio di incidenti, come cadute dall’alto o infortuni legati ai macchinari. Inoltre, sono possibili colpi di calore, infarti e arresti cardiaci a causa di sforzi eccessivi”, aggiunge la segretaria generale della Fillea in Brianza.

Richieste per una legge nazionale

“Attualmente, la protezione dei lavoratori è insufficiente e rimane solo sulla carta”, denuncia Ciociola. “Chiediamo l’adozione di una legge organica nazionale per tutelare la salute degli operai, che preveda la sospensione dei lavori all’aperto durante le ore più calde nei giorni con previsioni di rischio elevato. È necessario eliminare le deroghe per i lavori di pubblica utilità e garantire l’accesso alla Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria quando la temperatura supera i 35 gradi”.

Misure di prevenzione da attuare

“È essenziale diffondere linee guida di prevenzione nei cantieri. Le attività più faticose dovrebbero essere programmate nelle ore fresche del mattino o della sera, e devono essere allestiti gazebi o coperture per proteggere i lavoratori dal sole durante i turni e le pause. Inoltre, è fondamentale garantire acqua fresca e aree ventilate per le pause, informando i lavoratori sui sintomi dello stress da calore per facilitare il monitoraggio reciproco della salute”, conclude Ciociola.

Responsabilità delle imprese committenti

“Le imprese committenti, sia pubbliche che private, non si assumono la responsabilità di garantire non solo l’applicazione delle normative, ma anche la sicurezza e il benessere dei lavoratori”, afferma Federica Cattaneo, segretaria della Cgil Monza Brianza. “Le committenti dovrebbero attuare interventi tempestivi nei cantieri affidati, ma spesso ignorano questa responsabilità”, conclude Cattaneo.