Il 24 maggio, Monza ospiterà una marcia contro la guerra, organizzata da circa 100 realtà della società civile provenienti da Monza e Brianza, dalla provincia di Lecco e da alcune località della provincia di Milano.
Monza in marcia contro la guerra
Tra le adesioni figurano associazioni, circoli e ONG come Arci, Anpi, Emergency, Sanitari per Gaza, Un Ponte Per, Desbri e Banca Etica, Bloom di Mezzago, Monza per la pace, Libera di Lecco, Associazione Luca Attanasio, BOA (Brianza Oltre l’Arcobaleno) e Associazione LGBT+ Diritti Renzo e Lucio Lecco.
Inoltre, partecipano coordinamenti e tavoli per la pace di diverse città, l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, collettivi come il Foa Boccaccio, associazioni scout come Cngei e Masci, e realtà ecclesiali come il Pime di Lecco, Granis e Acli di Vimercate.
Comitati di quartiere e associazioni ambientaliste come Fiab Monzainbici, Parents for Future, Legambiente Monza e Meratese, Sinistra e Ambiente – Impulsi di Meda e il Coordinamento No Pedemontana si uniranno a organizzazioni sindacali come Cgil e USB Monza Brianza.
Tra le adesioni si trovano anche associazioni femminili e reti sociali come Donne e Diritti di Vimercate, UDI Cernusco, Gruppo Donne Arci La Loco di Osnago, Officina Donna di Olgiate, Qdonna Lissone, Donne Democratiche di Mezzago, la Casa delle Donne di Desio e Cisda/Staffetta femminista Italia-Afghanistan, insieme a È Possibile, Uomini Contro Ogni Violenza e Rete Maschile Plurale.
La Rete degli Sportelli Salute Meratese e Lecco parteciperà, sostenendo i cittadini contro i disservizi sanitari, ritenuti in parte derivanti dai tagli e dallo spostamento di risorse verso il riarmo.
Le ragioni della mobilitazione
“Ci mobilitiamo per riportare al centro dell’attenzione pubblica la devastazione umana e ambientale causata dalle guerre, con il continuo aumento delle vittime civili, i processi di impoverimento e le derive autoritarie che colpiscono anche paesi non direttamente coinvolti nei conflitti, come l’Italia”, scrivono gli organizzatori.
Essi evidenziano le responsabilità del nostro Paese, sottolineando come i cittadini possano contribuire concretamente alla pace attraverso campagne per il disarmo, l’obiezione di coscienza e scelte di consumo etico.
Inoltre, gli organizzatori chiedono di esercitare pressione sui decisori politici affinché venga rispettato l’articolo 11 della Costituzione italiana, che afferma: “L’Italia ripudia la guerra”.
Il coinvolgimento delle forze politiche
Il movimento promotore ha coinvolto le forze politiche sin dall’inizio, condividendo un manifesto politico.
Al corteo parteciperanno esponenti del Partito Democratico (Monza e Brianza), Rifondazione Comunista (federazioni MB e Como), Alleanza Verdi Sinistra (MB e Cinisello Balsamo), Movimento 5 Stelle (MB Est), Lab Monza, MonzAttiva e Desio Bene Comune.
Critiche alle iniziative militari sul territorio
Gli organizzatori manifestano una ferma opposizione al passaggio di competizioni militari internazionali sul territorio, ritenute espressione di una cultura della forza.
Viene in particolare citato l’Italian Raid Commando, un’importante attività di addestramento e propaganda militare, che coinvolge spazi naturali e scuole.
”Le organizzatrici e gli organizzatori dichiarano di essersi attivati presso diverse istituzioni, in particolare enti gestori dei parchi, per esprimere il proprio dissenso rispetto all’edizione 2026 dell’evento – si legge nella nota diramata – Pur non avendo il potere di bloccare l’iniziativa, il movimento ritiene di aver esercitato una pressione efficace. Quest’anno l’UNUCI avrebbe scelto di non rendere pubbliche informazioni legate all’evento. Il Comune di Monza, inoltre, non ha rinnovato il patrocinio già negato nella precedente edizione. Gli organizzatori sottolineano come l’IRC 2026 risulti poco trasparente e confinato in contesti poco accessibili, almeno fino a un eventuale passaggio in città.
Un corteo per la pace
“La nostra presenza sarà più forte, colorata e determinata”, affermano gli organizzatori.
Il corteo si propone come un momento pubblico per riaffermare il rifiuto della guerra, della militarizzazione e del riarmo, nel rispetto dell’ambiente e delle persone.
L’iniziativa si basa su una responsabilità condivisa tra tutte le realtà partecipanti, unite dai valori della pace.